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COME INCREMENTARE LE PERSONE RAGGIUNTE SU OGNI SOCIAL

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Quando si parla di social e persone raggiunte c'è sempre un grosso abisso, tra chi prova a vendervi qualcosa e chi prova ad insegnarvi le chiavi di successo.
Non sono quel tipo di persona e per questo voglio regalarvi alcune delle cose che ho imparato nei miei sei anni di avventura su ogni social.
Avventura che oggi mi ha permesso di essere una professionista del web.


Quando si cerca di far crescere una pagina sul web, che sia un profilo Instagram o una pagina aziendale su Facebook, si tende sempre a creare dei contenuti che possano attirare subito like e commenti "facili".
Nulla di più sbagliato ed illogico di questo, specie se siete agli inizi.
Frasi come: "Se questo video/foto/articolo/link ti è piaciuto, lascia un like alla nostra pagina", danno l'impressione che il vostro contenuto sia di valore 0 e che gli utenti vi stiano facendo un favore. Non è così, il più delle volte i contenuti sul web su cui focalizziamo la nostra attenzione, esattamente come questo articolo, sono delle risorse che abbiamo a lungo cercato.

CORPO E CONSAPEVOLEZZE

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Una vita passata a sentirsi dire che non si è mai abbastanza.
A chi non è successo di non sentirsi a proprio agio a lavoro, a scuola, con gli amici?
A me tantissime volte. Vedete, ho passato una intera vita a sentirmi quella di troppo, a non essere a mio agio con quello che il mondo si aspettava da me.
Non è una delle cose più belle del mondo, specie se hai quindici anni ed il fidanzatino di turno ti impone di dimagrire.
Le imposizioni a me non sono MAI piaciute, ed ho sempre pensato che fosse quantomeno da persone fuori di capoccia imporre qualcosa a qualcuno.
Non ha senso voler imporre un qualcosa. Nemmeno per scherzo.

Gli anni passano e le cose sono cambiate.
Adesso ho ventidue anni, e ne ho fatta di strada.
Ho aperto questo spazio web senza nemmeno ricordare come si utilizzasse un computer, ho perso e preso e poi perso di nuovo dei chili; realizzato i miei sogni.
Ho fatto come una scheggia impazzita, su e giù per la bilancia, manco fossi una di quelle bellissime lancette da orologio guasto.
Mi sono pian piano concentrata su altri dettagli.

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CORPO: TRA CONSAPEVOLEZZE E NUOVE SCOPERTE


Ed ho imparato ad avere maggiore consapevolezza del mio corpo e di quanto può essere bello ed armonico.
Con i miei rotolini di ciccia che strabordano dalle costole sporgenti (Si donne, li ho anche io, come moltissime altre donne su questo pianeta e non è un reato federale eh), le tette che a volte non trovano spazio tra le maglie ed il culo piatto ed alto.
Non credevo di poterlo scrivere sul web, dove tutto resta e non muta, ma è così.
Non sono la modella migliore del mondo, ho anche io i miei difetti, ed ho imparato ad accettarli, così come sono, senza se e senza ma.
Non tutte le donne nascono perfette e sempre pronte a spaccare il mondo a suon di bellezza, ma tutte possono sicuramente spiccare per intelletto.

In un mondo pieno di immagini che ci martellano con i corpi del millennio, con tante belle menate del caso e con una pelle sempre pulita, ho scelto di essere semplicemente Zaira.
Quella che mangia come se non avesse mai smesso di farlo, che da piccola voleva il piatto "pesante" e che da adulta si innamora di ogni cibo da strada.
La ragazzina grassa e l'adulta normopeso. La scelta è sempre e solo nostra.
Essere felici è una questione meramente spirituale, almeno così mi hanno insegnato, ed essere felici, realizzare i propri sogni e sentirsi a proprio agio col corpo che la natura ci ha donato, è una scelta liberissima.
Chissà, magari tra sei mesi questo blog diventerà quello di una ragazza super fissata con la dieta o tornerò a proporvi milioni di ricette ipercaloriche.
Questo non mi è dato saperlo, ma so già che qualsiasi cambiamento arriverà per me stessa e nella mia vita, sarà una mia libera scelta.

With love, Zaira

STAY TUNED WITH FASHION'S OBSESSIONS






QUANTA VERITÀ C'E' DIETRO ALLE FOTO SU INSTAGRAM?

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Da quando ho aperto il mio profilo Instagram riecheggia la stessa domanda nei miei Direct: Fai sempre le foto e dopo le posti?
E' una gran bella domanda e necessita di una spiegazione quantomeno consona e degna.
La professione di Influencer o blogger che sia è materia complessa e complicata e non sempre esistono le risposte giuste a tali argomenti.
Come prima essenziale cosa, và ricordato che in quanto professione non è sempre tutto immediato.


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PROFESSIONE INFLUENCER: SCATTI E POST PRODUZIONE


Personalmente scatto in sequenza.
Lo so, molti di voi adesso diranno che sono una persona falsa ed ipocrita, ma non è facile conciliare un lavoro da illustratrice, la professione di blogger e l'impegno da studentessa.
Scattare in sequenza, sfruttando un giorno dove sono più libera è l'unica soluzione
Creare un feed omogeneo è davvero importantissimo per chi, come me, lavora con i social e crea contenuti di qualità  ( Si spera!).
Per ottenere i risultati cromatici che vedete sul mio profilo e su quelli delle mie colleghe, è necessario un lavoro certosino di organizzazione e programmazione dei singoli post.
Nulla di improvvisato e nessuno scatto senza una logica di fondo.

Ogni foto viene scattata sempre allo stesso orario e con condizioni di luce simile alla precedente. 
Questo per garantire in fase di editing maggiore omogeneità tra gli scatti.
Altro fattore importante ed essenziale è la scelta dei capi indossati.
Nel mio caso, utilizzando un Teal and Orange che ho opportunamente modificato per renderlo più personale, la scelta ricade sempre su toni neutri che risaltano così l'arancio dei miei capelli e di capi complementari blu ed azzurri.
Questi colori infatti, una volta applicato il preset con Lightroom, vengono maggiormente esaltati, dando alla foto un appeal quanto più interessante possibile.

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INSTAGRAM: QUANTO C'E' DI VERO NELLE FOTO POSTATE?


Un profilo Instagram o Facebook che viene utilizzato per fini lavorativi non sarà quindi trascurato e con foto che per colori, cozzano tra loro. 
Ogni dettaglio viene curato, e per fare ciò, il tempo e lo studio di luci, pose ed accessori risultano quantomai essenziale. Specie se si tratta di una campagna social, dove ci sono delle direttive da seguire per la creazione di contenuti multimediali.
Discorso analogo è da applicare ai contenuti su Stories ed IGTV.
Essi infatti vengono editati con svariate app, dalle più comuni come Unfold a programmi di editing più complessi come Adobe Premier.
Tutto per ottenere dei prodotti finali di qualità, interessanti e performanti.
Prodotti che possano piacere al pubblico e che riscontrino il gusto delle aziende che decidono di investire soldi, tempo ed energie nel nostro lavoro.

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Non dimentichiamoci che tutto questo, se fatto con passione, cura e dedizione, è un lavoro a tutti gli effetti, con le conseguenti retribuzioni.
Ed il lavoro deve essere sempre fedele alle aspettative del pubblico che ci segue e delle aziende.
Ma questo non implica una mancanza di verità nei contenuti postati.
E' più un lavoro che viene svolto dietro le quinte, qualcosa che il followers non dovrebbe nemmeno percepire e che serve altresì a garantire una longevità al profilo stesso.

Curare gli elementi, rendere il profilo omogeneo, proporre sempre contenuti di qualità e con un livello di base quanto più possibile simile, richiede organizzazione.
Quindi no, non tutte le foto sono postate nell'immediato, di media passano almeno trenta minuti dallo scatto, ma tutto quello che realizzo ( Parlo in linea personale) è quantomai vero, sentito, studiato e profondamente amato.
Perchè un lavoro di progettazione e studio delle luci, delle pose e degli oggetti di decoro, nella maggioranza dei casi, serve a dare, produrre ed ottenere contenuti comunicativi ed espressivi.

With love, Zaira


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UNA VITA CON L'APPARECCHIO ORTODONTICO

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Quello che sto per scrivere non è di certo un post che avevo programmato di fare, ma credo sia giusto parlarne.
Lo scorso Ottobre ho deciso di andare dal dentista dopo secoli e di fare un controllo di routine. Dovete sapere che io ho una paura folle e disumana dei dentisti, o almeno, avevo, e che non tollero mi si tocchi il volto se non previa autorizzazione e mille voli pindarici.
Devo trovarmi a mio agio prima che un mio amico, fidanzato ipotetico o anche solo conoscente, mi possa toccare il volto.
Succede che ad Ottobre vado dal dentista e che dopo una breve occhiata ed una panoramica mi invita a tornare il mese dopo per montare l'apparecchio.

Immaginate la mia ansia a tale rivelazione da parte del mio dentista ed il mio sconforto all'idea di dover essere una che lavora sul web con le stelline e tre kg di metallo tra i denti. 
Ho cominciato a vedere tutte le dirette e le foto degli interventi di implantologia ortodonica, l'ansia da prestazione saliva, la voglia di fare delle foto sempre più belle fino alla fine del mese pure, i drammi da denti e dolore non facevano che aumentare all'interno del mio cervello.
Per qualche ora ho invocato pure i cani alsaziani della mia amata Bridget Jones, giusto per venirmi a salvare da tale supplizio.
Inutile dirvi che sono una di quelle persone calme e posate che affronta tutto con calma zen, perchè prendervi in giro non mi piace assolutamente.

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APPARECCHIO ORTODONTICO: PRO E CONTRO


Ho cominciato a correre per casa, a chiedermi quali pose ed espressioni facciali dovessi evitare, di tutto per non farlo notare.
I primi giorni è andata così.
Pian piano mi sono resa conto che la mia salute viene prima di foto, video, esperienze simili e pure la remota possibilità di non trovare un fidanzato.
La mia salute, il mio benestare e la  possibilità di vivere fino alla fine dei miei giorni con dei denti bellissimi, dritti e senza difetti mi ha parecchio allettata. Già mi ci vedevo a fare la pubblicità di qualche prodotto bizzarro per la cura dei denti o ad essere una delle nuove testimonial della campagna contro le carie in Italia. Ma esiste davvero una campagna simile? Chissà, da oggi lo aggiungiamo alla lista dei sogni da realizzare.
Il giorno del primo montaggio, volevo morire.
Immaginate sempre me, donna dai nervi di ferro, senza mai un cedimento e con la rabbia facile, seduta per mezz'ora piena su quella sedia, con tre persone a lavorare sulla mia bocca, una luce puntata in volto e senza poter parlare.
Beh, sul non poter parlare, con buona pace del mio dentista, abbiamo ancora da lavorare, visto che riesco a parlare molto bene anche con la sola gola.

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Alla fine della giornata, l'unico e solo pensiero nel mio cervello era: " Ma che davvero non posso più mangiare le Lupo Alberto? (Si, sono da sempre le mie caramelle preferite, sappiatelo)
E niente più patatine da supermercato, noccioline, arachidi, pane croccante, bruschette, gelati con la granella e cotolette extra fritte e croccanti? "
Ma il colpo di grazia è arrivato quando mi è stato imposto di non mordere, addentare, agganciare, spezzare coi denti, triturare nulla per i prossimi tre anni circa.
Ecco, immaginate la principessa che è nel mio cuore, non poter mangiare assolutamente nulla, nemmeno per errore. E tre giorni di alimentazione controllata, pappette, snack dal dubbio sapore di morte e l'assenza quasi totale di sapori all'interno della mia bocca.
La vera sfida è stata cambiare la mia alimentazione nel corso dei mesi.

Ho infatti scoperto che non riesco a mangiare l'insalata, che devo rieducare la mia bocca a compiere dei gesti ovvi e banali che per ventidue anni erano stati eseguiti in maniera del tutto errata.
Il primo Natale senza poter mangiare come al solito, un trauma di proporzioni bibliche se sei del sud ed hai da mangiare la quantità di cibo che in media mangiano tre persone, in un mese, in sole tre ore e mezza.
Il primo compleanno con l'apparecchio, la rassegnazione che è sopraggiunta dopo pochi mesi di torture ed operazioni a tre mm dal volto, nemmeno ve la racconto.
A migliorare la situazione ci hanno pensato i miei amici con le loro splendide foto e tanti glitter.

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Nel corso dei mesi, chi mi segue sui social si è via via abituato a vedere me con le piccole mutazioni nella mia bocca, prima sopra e poi anche sotto. 
E tante ragazzine hanno cominciato a mandarmi le loro foto con i progressi e raccontarmi le storie di dolore ed anche immensa gioia.
Come quella volta che grazie alla mia amica Daniela ho scoperto come mangiare meglio e come poter oggettivamente barare senza far casini in bocca e concedermi dei mini lussi. O come di quella ragazzina che si è convinta a mettere le stelline perchè anche la sua influencer preferita aveva le stelline in bocca e non se ne vergognava.
Ho anche messo a punto una mini guida per donne di tutte le età con l'apparecchio per sopravvivere al meglio a questo grosso deficit momentaneo.

Per il resto, divertitevi e siate sempre e comunque felici, che l'apparecchio passa, la salute resta.
Curarsi non deve assolutamente essere qualcosa ci mette in una posizione scomoda, e nessuno, nemmeno per scherzo, deve sentirsi in difetto o un freak.


With love, Zaira


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BARBIE MAGIA D'EGOCENTRISMO


Vi è mai successo di voler cambiare tutto?
Negli ultimi mesi avevo cominciato ad essere stanca di cosa gli altri vedevano sulla mia chioma praticamente ogni giorno, e la cosa cominciava a starmi parecchio stretta.
Sapete com'è, quando una donna vuole cambiare qualcosa nella sua vita, comincia sempre dai capelli.
Io ho scelto di fidarmi e di affidarmi a Marcello Parrucchieri, un vero professionista nel settore. Perchè quando si hanno situazioni come la mia, l'unica soluzione è affidarsi ad un professionista serio, capace e competente, meglio ancora se, come nel caso di Marcello, è pure un tecnico del colore.
La mia situazione iniziale era un vero delirio.
Ricordate quando ho scelto di farmi rosa e poi coprire tutto di nero?
Bene, in testa avevo tre colori, dicasi tre.
Il mio colore naturale, una banda più scura del mio colore naturale e delle estremità color caramello.
La mia solita voglia di cambiare aveva imposto al mio cervello di uscire dal salone con dei capelli rosa e viola scuro.


PASSARE DA CAPELLI NERI AD UN COLORE SUPER ACCESSO E' POSSIBILE?


Quando Marcello mi ha conosciuta, ha probabilmente compreso subito chi avesse di fronte: Una di quelle clienti non esattamente tranquille, che girano per il salone spulciando e toccando tutto e che provano ciocche di colore sul viso.
Ad un certo punto ho quasi letto del terrore nei suoi occhi, vedendomi giocare con la ruota colore e cercando ad ogni costo d'avere del verde lime in testa. Il pensiero è andato via dopo circa tre secondi, ma sapete come sono, devo provare, ideare, sperimentare, idealizzare, tutto!
Lui, santo uomo e professionista eccelso, non si è lasciato scoraggiare dalla mia irrefrenabile voglia di cambiamento e, guanti alla mano, ha compiuto pian piano la magia.
Ciocca dopo ciocca, pennellata dopo pennellata, ho cominciato ad intravedere la bellezza dei colori scelti (Complice la mia esperienza decennale con tinte e deco, riesco a capire subito, anche in posa, quale sarà il risultato finale). Ho rivisto una me più felice e meno piena d'ansia.
I miei capelli, hanno ripreso a vivere!


Lo so bene, mi emoziono davvero con pochissimo e mi basta un cambio look per essere e sentirmi migliore, ma che volete farci, sono una persona semplice e scontata pure io.
Mancava però ancora qualcosa per essere totalmente me stessa, per essere felice, per essere serena e con i pensieri più leggeri.
Il taglio, e qui, vi faccio ridere.
Ho cominciato a guardare Marcello con l'aria di chi, sarebbe uscita dal salone con un taglio super corto. Lui, tutto contento di alleggerire, sfoltire, modellare, mi ha solo chiesto se avesse limiti di taglio. Non ha avuto nessun limite, mi sono totalmente affidata a lui, e per la prima volta dopo anni, il taglio mi esalta e rende pure più semplice la gestione dell'insieme.
La mia chioma è stata alleggerita dai pensieri e dalle doppie punte che mesi di piastre ed acconciature le avevano donato. Le radici tinte di viola e le estremità piene di giochi di colore creati ad arte ed adattati alla mia forma del viso.
Tanto che, mentre Marcello tagliava, sfoltiva, rifiniva, mi sentivo parte di un film.
Succede sempre così: I pensieri, come i capelli, vanno alleggeriti.



A dare maggiore leggerezza all'intera giornata ci hanno pensato Suelen e Salvatore, rispettivamente MUA e fotografo, ed i messaggini della mia adorata Lalla, stylist d'eccellenza e carissima amica.
Perchè se una donna ha alleggerito i pensieri e ripreso possesso della sua vita, del suo cuore e pure delle sue emozioni, mettersi in posa, scattare e tornare ad essere una modella felice, sono azioni immediate ed automatiche.
A loro, ed ovviamente allo staff di Marcello Parrucchieri, va tutta la mia gratitudine per avermi trasformata in una vera principessa metropolitana, esaltando i miei pregi e facendomi sentire sempre a casa.

Se cercate un parrucchiere che vi alleggerisca anima e cuore, che vi faccia sentire sempre a vostro agio, che rispetti le vostre richieste, che tagli davvero due mm se necessario (L'ho visto coi miei occhi, credevo fossero leggende metropolitane, ed invece no), Marcello è la persona che fa al caso vostro.
Se avete come me una situazione disastrosa in testa, mille colori, casini vari e pure una discreta voglia di tagliare tutto, non posso che consigliarvi lui, il mio salvatore personale di chiome, sorrisi ed umore.

With love, Zaira


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OH YEAHH! IL BALSAMO DELLA FELICITA'


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Quante volte avete sognato di essere felici?
Io vivo inseguendo la felicità in ogni sua forma e certe mattine quello che mi rende felice è proprio il poter indossare un nuovo rossetto, una nuova sciarpa e da oggi anche un balsamo labbra.
Potevo quindi io non testare per voi questo balsamo labbra che promette la felicità?
OH YEAHH! è una vera scoperta, almeno per me, e quando nella mia casella mail ho trovato loro, ho avuto una scarica di endorfine.
Pensateci: Il rimedio migliore per tutte le giornate passate con la luna storta, in un pratico tubetto da borsa.
A me è parsa una rivoluzione e dovevo assolutamente parlarvene, sapete ormai come sono fatta io per queste cose.

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OH YEAHH! QUESTO BALSAMO PER LA FELICITA' FUNZIONA DAVVERO?

Ho cominciato a testare il prodotto subito dopo il suo arrivo a casa (E ragazze mie, consegne extra rapide, cose che raramente vedo con le aziende, quindi un punto a loro favore).
Tralasciando il momento di generale fomento per i colori dei prodotti ricevuti e la grazia da primate che mi distingue sempre alla vista di un pack rosa, ho preso e spalmato sulle mie labbra questo balsamo ricco, denso e corposo, con la speranza d'avere la stessa felicità di Pollon.
I primi dieci minuti, stavo per spaccare casa, sapete com'è, la gioia delle cose improvvise.
Ed io che non vedo le gioie se non in cartolina, rigorosamente postdatata, non sapevo assolutamente come gestire quella sensazione di estrema felicità
Poi, pian piano, tutto ha trovato pace ed io stessa mi son sentita meglio.

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BALSAMO LABBRA OH YEAHH!, IO CREDO DI AMARTI

Non so dirvi se sia uno dei soliti effetti placebo da cui mi faccio investire per via della novità, ma il prodotto su di me funziona, ha superato il test dell'ex, e se con quello addosso ho mantenuto la calma e la serenità, posso seriamente affrontare qualsiasi cosa, pure la guerra atomica ed una rissa femminile durante il giorno dei saldi!
Insomma, per tutte le giornate in cui l'ho portato con me in borsa, ha svolto egregiamente il suo compito, donando idratazione e nutrizione profonda alle mie labbra secche come un deserto nei giorni peggiori e serenità al mio animo.
Grazie agli estratti di griffonia simpicifolia, kiwi e cacao, la serotonina sale ed il malumore scende nel nostro corpo.
Insomma, il prodotto che mi ha cambiato la vita, e pure l'umore!

With love, Zaira

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5 ERRORI DA NON COMMETTERE SUI SOCIAL MEDIA

5 errori da non commettere sui social media, fashion's obsessions, blogging, come essere abili ed agili sui social media, come ottimizzare la permanenza su Facebook, come sfruttare al massimo Instagram, come realizzare dei contenuti efficaci per ogni social media, zaira d'urso, @zairadurso


Vivere nell'epoca del digitale, in questo pazzo pazzo calderone di emozioni ed emoji, ci ha nel tempo fatti sentire tutti Social Media Manager, spesso senza esperienza.
Tutti credono di poter realizzare dei contenuti efficaci ed effettivamente indicizzati per qualsiasi social, senza però rendersi conto che tutto, anche una virgola fuori posto, comporta la mancata riuscita della sponsorizzazione.
Ma quali sono i cinque errori più comuni che un utente medio, che sia blogger, musicista, attore, artista o comune utente commette stando sui social media?
Scopriamolo insieme.

POSTARE SOLO I PROPRI CONTENUTI.
Uno dei primi errori che si possono commettere quando si tratta di social media e strategie varie è certamente quello di postare e dare priorità solo ai contenuti creati da noi stessi e nulla più.
Se si vuole creare una fanbase valida e solida, offrire diversità e maggiori punti di confronto è il primo passo da compiere se si vuole crescere in maniera organica.
Equivale ad una continua, incessante ed infruttuosa lode delle proprie capacità e qualità. E lo sappiamo tutti: alle lunghe ci si annoia di certi narcisi e si preferisce semplicemente non seguirne più le azioni.

POSTARE E RIPOSTARE LO STESSO CONTENUTO SU TUTTE LE PIATTAFORME.
Dando per scontato che ogni utente possa essere interessato a qualche aspetto del nostro lavoro e quindi non interessato alla totalità degli argomenti che abbiamo da trattare, postare e ripostare su diversi social media gli stessi contenuti, non farà altro che annoiare chi ci segue, diminuendo in breve tempo l'interesse per tutto quello che abbiamo potenzialmente da dire.
Occhio alle condivisioni da social a social, le regole non sono le stesse, e dovrete farci attenzione.
Ad esempio, quando si fa un repost da Instagram, dovrete ricordare di rimuovere tutti i tag che non hanno una funzione su Facebook ed apportare le dovute modifiche, ove necessarie, alla didascalia.


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CONCENTRARSI SULLA QUANTITÀ E NON SULLA QUALITÀ.
Altro errore che mi fa spesso sorridere è quello di certi clienti convinti di dover necessariamente postare cinquanta contenuti a settimana, così da raggiungere meglio il pubblico.
Grosso, grossissimo errore in realtà.
La qualità è l'unica cosa che ci salva, la vera risorsa per chiunque voglia utilizzare i social in maniera seria, proficua e senza inutili ripetizioni.
La qualità, conta. Sempre.

NON POTENZIARE I GIUSTI POST.
Ok, abbiamo realizzato un contenuto meraviglioso, indicizzato in ottica SEO, scritto benissimo ed abbiamo applicato la giusta strategia di condivisione su tutti i social.
Adesso postiamo tutto e poi?
E poi scappiamo e lasciamo andare tutto quello che a fatica abbiamo realizzato senza potenziare la visibilità del post. Nulla di più errato.
Se vogliamo realizzare dei contenuti davvero efficaci, la condivisione e la sponsorizzazione, possono essere la marcia in più.

NON RISPONDERE ALLE DOMANDE CHE SI RICEVONO SULLE DIVERSE PIATTAFORME.
Questo è l'errore che personalmente ritengo davvero imperdonabile.
Non rispondere alle domande o ai complimenti che si ricevono per il lavoro svolto su qualsiasi social è come non stringere la mano durante il segno della pace, a messa, al proprio vicino di posto.
Spesso tendiamo a dimenticare che gli altri impiegano e scelgono di spendere il proprio tempo e le proprie energie per ascoltare quello che abbiamo da dire e per dare la propria opinione su una tematica che magari li ha colpiti.
Non rispondere ai commenti è un sintomo di stupidità, oltre che di maleducazione.
Inoltre, si perde la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto, interagire con chi segue quello che facciamo sui social e si vanifica tutto quello che si è detto sopra.
E', semplicemente, la cosa più stupida che si possa mai fare.

With love, Zaira


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10 MODI PER ESSERE LA MIGLIORE VERSIONE DI TE STESSA

10 modi per essere la migliore versione di te stessa, come cominciare ad essere delle persone positive e propositive per gli altri, 10 piccole buone azioni per essere utili e fare del bene al prossimo, fashionsobsessions.com, @zairadurso, #fashionsobsessions

Quante volte ci sentiamo delle perfette amebe, capaci solo di far schifo?
Nella vita media di una donna, questo accade circa una volta al mese, si chiama ciclo e distrugge gli equilibri fisici e mentali di noi povere donne, vittime del sistema.
Nel corso di questi lunghi anni di blogging, ho imparato che ci sono alcuni metodi per essere la versione migliore di me stessa.
E sarà che sta per arrivarmi il ciclo, o semplicemente che son troppo buona, ma oggi ho scelto di condividerli con voi.

10 AZIONI DA FARE SUBITO PER ESSERE LA VERSIONE MIGLIORE DI TE STESSA.

#1 Scegli una ragione al giorno per andare avanti.
Ogni giorno la stessa storia: Perchè alzarmi dal letto?
Scegliere ogni giorno una ragione buona per fare qualcosa è forse il primo passo per essere una persona migliore e quindi la migliore versione di se stessi.

#2 Cominciati a comportare nella maniera in cui vuoi sentirti.
Lo so, sembrerà banale o innovativo come la sensazionale scoperta dell'acqua calda, ma quando mi sveglio e mi sento un cesso a pedali, una delle prime cose che faccio è guardarmi allo specchio e sentirmi subito bellissima, magnifica e piena di energie. 
Imponendo questo regime mentale, la mia giornata comincia ad andare meglio e sicuramente non la passerò a letto, malaticcia, a cantare come Bridget Jones sul divano.

#3 Fai sentire bene almeno 5 persone.
Una cosa che molti non sanno, o che spesso l'essere umano dimentica, è che in qualità di essere dotato di cuore ed ego, ha bisogno di stare bene.
Quando sto parecchio giù, divento una persona dal cuore d'oro e mi ricordo quanto mi facciano bene i complimenti. Cerco di farne almeno tre sinceri e disinteressati al giorno, ma diventano cinque quando sto davvero male.

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#4 Parti dall'indossare un rossetto scuro.
Non chiedetemi come, non chiedetemi perchè o altre robe simili, ma se al mattino mi sveglio con la luna girata o con mille problemi di ogni sorta, mi basta indossare uno dei miei amati rossetti super strong e la giornata va decisamente meglio.

#5 Passa cinque minuti della tua giornata a pulire il tuo spazio.
Non so spiegarvi perchè, ma se sono giù, comincio a pulire.
Qualcuno dice che io abbia un disturbo ossessivo convulsivo e che sia una leggera maniaca dell'ordine e della pulizia. La verità è che sto miracolosamente meglio quando vedo il mio ambiente pulito ed ordinato.
Quasi come se ad essere in ordine non fosse solo il mio ambiente, ma anche il mio cuore.

ESSERE LA MIGLIORE VERSIONE DI SE STESSI NON E' MAI STATO COSI' FACILE.


#6 Parla più spesso con gli estranei.
Questa è una cosa che personalmente adoro fare ogni giorno della mia vita.
Parlare con dei perfetti sconosciuti mi insegna sempre tantissime cose, mi regala la possibilità di essere me stessa in ogni contesto, e cosa ancora più importante, aumenta i miei livelli di serotonina.

#7 Prendi i contatti col passato.
Che sia un vecchio amico con cui abbiamo perso i contatti, una sensazione, una bella emozione o anche solo il ricordo di qualcosa, fare un salto indietro nel tempo, a quando tutto era bellissimo, ci farà sicuramente bene e ci aiuterà a sentirci più leggere e spensierate.
Chiamate quindi quel vecchio amico che non sentite da un secolo o scrivete pure quella lettera dolorosa, perchè il passato è lì ad aspettarci, e a volte, come il peggiore dei pranzi indigesti, ritorna.

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#8 Prepara dei bigliettini d'incoraggiamento.
Lo so che sembra una mezza follia, ma chi scrive questi consigli in fondo è un tantino folle.
Eppure vi dirò: Quando riceviamo un bigliettino d'auguri o di incoraggiamento, ci sentiamo subito meglio e sappiamo anche di aver reso qualcuno felice.
Personalmente riempio sempre casa di una mia amica di post-it carini quando passo.
E' il mio modo per dirle che ci sono e che andrà tutto bene.

#9 Scegli una cosa nuova da fare ogni mese.
L'eccitazione, la scoperta ed il desiderio di fare qualcosa di nuovo sono la chiave di questo pazzo mondo.
Se vi sentite giù, se avete voglia di fare una follia o più semplicemente, di sentirvi meglio, scegliete una nuova attività e fatela. Fare 12 nuove cose all'anno non è così complicato, e ne trarrete giovamento.

#10 Fai durare un abbraccio almeno 20 secondi.
Questa volta, ci viene incontro la scienza.
Un abbraccio prolungato rilascia una serie di sostanze, come le endorfine e l'ossicitocina (Conosciuto come ormone della felicità) che fanno bene al nostro corpo e anche a chi riceve l'abbraccio.
Più abbracci per tutti, tanto son gratis!


With love, Zaira

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5 SEGRETI PER ESSERE PRODUTTIVI LAVORANDO DA CASA


5 segreti per essere produttivi lavorando da casa, cinque modi per essere un nomade digitale produttivo, come smettere di procrastinare lavorando da casa, fashionsobsessions.com @zairadurso #fashionsobsessions

Chi si approccia a questo mondo, spesso non immagina quanto sia complicato mantenere la calma e la concentrazione.
Il mestiere del nomade digitale è quanto di più complesso, contorto e complicato possa esistere.
Se si vive in ambienti con altre persone, esse non capiranno quanto per noi contino calma e relax, o in alcuni casi, il totale isolamento.
Ad esempio, per mia madre io sto sempre al pc a giocare a carte o a scrivere cose, quindi, anche se sto finendo un progetto dove mi serve la massima concentrazione, per lei devo ascoltare le sue storielle.
No mamma, sto lavorando. Abbi pietà!
Quando si lavora da casa, si tende spesso a lasciarsi trascinare dagli eventi.
Io stessa ho enormi difficoltà a mantenere la concentrazione quando si tratta di lavoro, perchè perdo le mie ore in azioni che sembrano apportare un beneficio, ma che nel concreto, rubano tempo ed energie a quello che dovrei fare durante la giornata.

Attenzione, amo alla follia il mio status da privilegiata che può permettersi talvolta il lusso di lavorare in pigiama, con un impacco fra i capelli ed una maschera viso, sorseggiando amabilmente una tazza di tè, e senza un capo a togliermi il fiato, ma essere produttivi lavorando da casa, è una vera impresa titanica.

VENTIDUE ANNI E LE SUE VENTIDUE LEZIONI

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Sono nata il 30 Gennaio del 1996, ed oggi compio 22 anni.
Ventidue anni.
La seconda volta nella mia vita in cui vedo una cifra tonda nei miei anni, la prima in cui ne apprezzo il valore.
In questi ventidue anni son cresciuta ed allungata, ho amato tantissimo e sofferto, come qualsiasi essere umano che si rispetti. Ho scoperto tanto lungo questa esperienza strana e contorta che è la vita di ogni essere umano, ed ho scelto di condividerlo con voi.
A ventidue anni, si impara ad amarsi ed accettarsi per quello che si è e per cosa sappiamo essere anche al di fuori delle apparenze. Senza permettere a nessuno di mettere un freno alle nostre passioni ed inclinazioni, di farci sentire inadatti e fuori luogo.
Dai dieci ai ventuno anni, ho imparato a scrivere col cuore e senza nessuna falsa speranza o false attese. A mettere dentro alle mie parole tutta me stessa, la mia anima, il mio cuore e perché no, anche il mio dolore. Perché il dolore serve, proprio come serve la felicità. Così canta Brunori Sas, ed io a questo giro di giostra, voglio crederci fino in fondo, fino all'osso.
Già la felicità, questa mia strana ossessione per la felicità che mi accompagna da che io ne abbia memoria. Prima volevo essere la bambina piena di giocattoli, in un castello fatato, poi l'alunna migliore della classe, e alle medie, la più popolare della scuola. Senza contare tutte le fasi intermedie in cui volevo essere, a qualsiasi costo, con qualsiasi mezzo, uno dei componenti felici della famiglia del Mulino Bianco.
Ecco, la vera felicità l'ho scoperta a tredici anni, e senza quella ricerca ossessiva, non sarei riuscita a scrivere e raggiungere la felicità giorno dopo giorno.
Scrivere mi rende felice, ed è una delle cose più sensazionali che io potessi imparare in questi ventidue anni di vita.

5 COSE CHE AVREI VOLUTO CONOSCERE PRIMA DI APRIRE IL BLOG

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Sono passati ormai quattro anni da quando ho aperto questo blog, eppure sembra ieri che cominciavo a scrivere i primi blogpost dal mio vecchio pc fisso.
Analogamente a moltissimi colleghi, avevo prima aperto un blog di prova, dove sperimentare ed esercitarmi al fine di ottenere dei risultati tangibili a lungo termine.
Questo blog lo uso ancora, spesso per programmare la nuova grafica, ma questa è altra storia.
Quando Fashion's Obsessions.com è nato, non avevo idea di dove sarei andata a parare, non conoscevo moltissime cose e sicuramente, non ero certa di farcela.
Aprire un blog è una di quelle operazioni semplici ed immediate, bastano circa 40 minuti ed anche le persone più digiune in materia, riescono a realizzare un prodotto dignitoso e pieno di plug-in interessanti. Io stessa non ho impiegato tantissime ore per aprire il mio primo blog, adesso blog di prova.
Il problema è riuscire ad emergere, a farsi conoscere ed imparare a cavarsela. Bisogna sapere almeno cinque cose prima di aprire un blog ed imparare sempre da chi ha più esperienza di noi in materia.

COME FACCIO A DIVENTARE INFLUENCER?

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Da quando ho aperto il blog, una delle domande che mi viene fatta più spesso è come sia possibile che un blog o in generale un sito web o un profilo Instagram sia monetizzabile.
C'è chi mi da ancora della matta a voler vivere di scrittura e di passioni ad essa connesse quali musica, moda e lifestyle.
Moltissimi altri passano le loro giornate a chiedersi come faccia una ragazza a 21 anni a collaborare con brand di livello, metter da parte soldi ed esser felice.

Instagram è parte di questo circo, ed è, senza mezzi termini, il mio social preferito, dove spesso racconto stralci di vita, esperienze e piccoli dettagli della mia vita privata (Se sbirciate le mie Stories, saprete che ho una migliore amica matta ed amici che fanno cose fighissime).
Instagram, inutile nasconderselo, mi offre spesso la possibilità di avere contatti con persone bellissime, enti di promozione turistica, artisti e brand.
Grazie ad Instagram, ogni mese ho una serie di entrate fisse, ma questo non significa che io riesca a mentire su quel social, anzi, spesso vi dico pure troppo!

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COME FACCIO A DIVENTARE INFLUENCER? CHE COSA HANNO GLI ALTRI IN PIU' DI ME?


Non mi sono mai sentita una ragazza capace di influenzare le idee del mercato o peggio, quella che consiglia le cose migliori per gli altri, visto che molto spesso ho bisogno di leggere e confrontarmi in prima persona con le persone che mi circondano.
Non riesco a comprare un nuovo abito o cambiare il colore dei miei capelli senza aver prima chiamato la mia migliore amica, inviato 35 messaggi ad ognuno dei miei amici ed infine, aver chiesto comunque il parere di mio zio.
Il blog è nato per gioco, in un periodo della mia vita in cui tutto era nero ed ero stata lasciata da quello che ritenevo il fidanzato della vita a 17 anni.
Ecco, se potessi tornare indietro, direi alla Zaira 17enne disperata, che poteva mettersi a scrivere sul web a 16 anni, pure prima del primo disagiato degno di nota.
Instagram è arrivato a 18 anni, quando ho preso il primo smartphone, tutto perchè una vecchia amica si divertiva a modificare le mie foto con i filtri di default del social.
Foto che ovviamente farebbero urlare di terrore chiunque, me compresa.
Ho iniziato a scrivere per passione, quando i miei compagni di liceo mi prendevano per il culo in classe e tutti i miei amici si scocciavano a scattarmi mille foto per questo blog.


Scrivevo senza conoscere cosa fosse il linguaggio SEO (Cosa che adesso invece ritengo essenziale) e di getto, senza far caso alla punteggiatura e a quello che volessi davvero comunicare.
Ci mettevo e ci metto ancora il cuore, stavolta controllando meglio quello che voglio dire, rileggendo e talvolta meditando sulla combinazione migliore di parole da adottare.
La cosa bella è che comunque vi sto simpatica e voi continuate a leggere le mie avventure senza grosse pretese. Ho imparato che da me non vi aspettate la ragazza sempre perfetta e dalle foto al limite dell'editoriale di moda, quanto piuttosto una cara amica con cui parlare e a cui confidare i segreti più profondi.
Negli anni vi siete appassionati a quello che scrivo, ai racconti sentimentali, alle mie gaffe e al mio modo spesso fuori dalle righe di dire esattamente quello che mi passa per la testa, quando e come mi piace.
Nessuna pretesa, tantissimi errori e mille disastri, come quella volta che ho scelto di cambiare il nome dominio al blog e l'ho cancellato per un mese, senza capire cosa diamine fosse successo.
Da questa brutta esperienza ho imparato che dovrei prestare maggiore attenzione a quello che combino con il blog ed i suoi codici.

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SI PUÒ DAVVERO VIVERE CON UN BLOG? QUINDI NON SCHERZI QUANDO DICI CHE GUADAGNI QUALCOSA DA OGNI SCATTO?


Comunicare emozioni, positività, un vissuto, sensazioni e quello che si prova ogni giorno è una cosa complessa, ed ammetto che a volte mi ritrovo a lottare con me stessa per scrivere quello che davvero penso, ma poi mi siedo, rifletto e mi ricordo dei messaggi che ogni giorno intasano i miei social, di quello che sapete dirmi e di quanto amore mettete nelle piccole cose che fate per me.
Come quando mi fermate per strada per dirmi grazie, o più banalmente, ogni volta che il vostro tempo viene impiegato per rispondere a quello che penso o dico.

Perchè se mi si chiede cosa significa, dopo quattro anni di blog come si arriva a monetizzare, come riesco a fare della mia passione una costante certezza ed una possibilità di rivalsa, io non vi so rispondere bene, non sono di certo una guru in questo, e molte delle cose che faccio, arrivano a me senza aspettarmi nulla in cambio.
Quel poco che so, e lo dico candidamente, l'ho trovato sul web, studiando manuali in lingua inglese e sperimentando tanto, a volte con esisti al limite dell'auto implosione di questo portale.
Ma so certamente dirvi la mia sul mio mondo: E' un ambiente duro, arrivato alla saturazione e pieno di persone che sgomitano, scalciano, si ammazzano e lottano ogni giorno per essere qualcuno.
Un mondo spesso ingiusto, dove la meritocrazia talvolta manca e lascia il posto alla raccomandazione, e dove i numeri contano più delle persone.
Eppure è un mondo bellissimo, che se vissuto di cuore, con passione, sacrificio e dedizione, saprà sicuramente darvi quello che voi vi aspettate.

With love, Zaira

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CARRELLI MAGICI ED ALTRE DIAVOLERIE

carrelli magici ed altre diavolerie @zairadurso fashionsobsessions.com whatsmode influencer store


Quanti di noi sono entrati almeno una volta dentro ad un carrello da piccoli?
Io ero una bambina angelicata, di quelle capaci di far saltare in aria un intero reparto con la sola forza del pensiero e per questo mamma mi ha sempre vietato di saltare dentro ai carrelli.
Diciamo pure che alla fine, mio zio mi ha sempre fatta entrare dentro ai carrelli per farmi felice o per terrore, chi lo sa.
Fatto sta che son circondata da persone matte da legare che come me amano girare dentro ai carrelli e che si godono la vita dentro a questo mezzo.

Ma come ci finisce una blogger a scattare dentro ad un carrello della spesa, parcheggiato e casualmente libero dagli altri?
La storia è carina e degna di nota.
Era uno dei soliti pomeriggi in cui la mia mente particolarmente presa da tutto quello che di bello e buono sa esserci, aveva scelto di uscire a fare delle foto.
Dopo aver inseguito un camion Bartolini solo per avere uno sfondo figo per una foto, un certo languorino ha preso il sopravvento (E quando mai Zaira non ha fame?).

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OUTFIT DA SKATER GRUNGE: FORSE LA SOLUZIONE PEGGIORE PER ENTRARE DENTRO AI CARRELLI

Quel carrello sembrava messo lì, abbandonato, per essere a mia disposizione per i miei scatti.
Ma voi ci pensate al miracolo che mi si era parato di fronte agli occhi?
Ho osservato per mesi quelle bellissime foto su Tumblr con delle ragazze dentro ai carrelli, e quell'occasione non potevo lasciarmela sfuggire.
Con il valido supporto di due sante donne che hanno evitato al gentile pubblico che alle tre del pomeriggio ammirava me, le mie scarpe decisamente scomode per stare sui ciottoli e la mia gonna perennemente in aria, son riuscita ad entrare.
Vi tralascio le immagini mentali impietose di una Zaira che, con la stessa mobilità di un bradipo appena uscito dal letargo, si muove e cambia posa all'interno di un carrello molto corto per poterla contenere come si deve. 
Però si, alla fine sono entrata dentro a questo carrello, e le foto che ne sono uscite fuori, le adoro alla follia.

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Perciò, miei cari amici, non abbiate mai paura di uscire di casa e fare delle foto per i vostri social, non abbiate paura di saltare dentro ad un carrello o ancora più stupidamente, di essere felici, folli e pieni di vita.
Non abbiate paura di entrare in un locale all'interno di un carrello (Ecco, magari fatevi aiutare dai vostri amici) o meglio, andate a prendere il vostro panino preferito al Mc Drive dentro alla vostra carrozza.
Buttetevi e fregatevene del giudizio del prossimo.
Perchè alla fine della fiera, si può essere davvero molto felici anche dentro ad un carrello con le ruole sbilenche.

With love, Zaira


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I #CORRIRUNDAYS STANNO ARRIVANDO...

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Quando ho cominciato questo progetto, a fine Agosto, credevo che Ottobre non sarebbe mai arrivato.
Quanto mi sbagliavo!
Ottobre è praticamente dietro l'angolo, e con esso, la mia sfida conclusiva.
Non so ancora con quale spirito mi sveglierò domenica mattina e come affronterò la mia 5 km.
Non so nemmeno quanto sarò pronta mentalmente e cosa riuscirò a fare di concreto.
Ma so che voglio farcela. Che devo farcela.
Questo è quello che mi sono ripetuta nelle ultime due sessioni di allenamento del programma sulla app Decathlon Coach e con il supporto instancabile di Roberto Nava, a brevissimo, San Roberto.

TERZA SETTIMANA DI ALLENAMENTO PER I DECATHLON RUNDAYS

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Per il semplice fatto di non aver pensato di mollare qualsiasi cosa, credo di meritare un premio fedeltà.
E non scherzo eh.
Lo penso davvero!
In Sicilia il tempo è stato così bello e rilassante che io non me la sono proprio sentita di andare a correre alcune volte.
Ma ho deciso di portare a termine almeno una volta nella vita uno degli obiettivi che mi ero prefissa, e quindi eccomi qui, con la mia sempre crescente voglia di sconfiggere le paure e gli incoraggiamenti che sono arrivati dai social.
Prima sessione di allenamento che, come sempre, mi ha ridotta all'osso.
Vuoi perchè ho cominciato a correre dopo aver mangiato troppo, vuoi per mancanza d'abitudine mentale, ma è stata dura.

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#CORRIRUNDAYS : PREPARAZIONE, CAMBIAMENTI ED ESPERIENZE LUNGO UN NUOVO PERCORSO

I primi minuti, è tornata a farmi visita Pollon con tutti i simpatici amici del paradiso con cui lei è solita uscire per giocare.
Poi le cose sono decisamente migliorate, lasciando posto ad una sessione rilassata e piena di tante piccole soddisfazioni.
Sono riuscita a raggiungere un comune vicino casa, di corsa e senza affanni; ho avuto il tempo di osservare le cose belle che mi circondavano ed ho scoperto tristemente che il bivio che lo scorso anno mi ha cambiato la vita è stato portato via.

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La seconda sessione d'allenamento è filata liscia. 
Qualche fastidio muscolare, qualche piccolo languore davanti alla bakery del mio cuore e tanti ricordi lungo il cammino. Ma nulla di allarmante
La mia playlist Spotify sempre attiva, la musica da corsa presente e qualche pensiero dopo, ho concluso al meglio la sessione più strana e preoccupante dell'intero percorso.
A coronare i miei sforzi, la realizzazione di un piccolo sogno.
Da piccola, amavo e desideravo davvero tantissimo andare a correre sotto la pioggia.
Ma come avrete ben capito, son sempre stata la persona meno sportiva del pianeta.
Eppure oggi, nonostante tutto, nonostante le mie paure e la mia insicurezza diffusa, sono riuscita a chiudere la settimana e la sessione sotto la pioggia.

E diciamoci pure la verità: Prepararsi ai #CorriRunDays, comincia a piacermi sempre di più!

With love, Zaira
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DECATHLON HA FATTO USCIRE FUORI LA RUNNER CHE E' IN ME

DECATHLON RUNDAS RESOCONTO ALLENAMENTO FASHION'S OBSESSIONS ZAIRADURSO ZAIRA D'URSO


Sono passate due settimane da quando ho cominciato questo lungo viaggio in compagnia di Decathlon in preparazione dei RunDays.
Tralasciando gli acquisti, spesso futili ma divertenti, come la bellissima nuova borraccia con su scritto #fitgirl e la mia piccola crisi mistica con conseguente incidente di percorso in ospedale, nulla di rilevante nella mia vita.
Così credevo all'allenamento numero tre.
Dopo i primi due esami mistici in compagnia di Decathlon e con la supervisione di Roberto Nava, sempre pronto a spronarmi e consigliarmi saggiamente di abbandonare quelle bellissime merendine sul bancone del supermercato dietro casa, pensavo di mollare tutto.
Vuoi per la salute, vuoi perchè mi sentivo di esser tornata la solita pigra che tutti hanno conosciuto, ma volevo mollare tutto ed usare le mie bellissime scarpette Kalenji arancio fluo solo per andare a far shopping (E credetemi, dovremmo averne almeno un paio dentro l'armadio, perchè son la quintessenza della comodità e della leggerezza).
Arriva il terzo allenamento, si toccano di nuovo i tre chilometri.

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DECATHLON, MA CHE MI HAI FATTO?!


Io, giusto per non farmi mancare nulla, dopo aver messo nella sacca il mio telefono con la playlist a tema running, ho superato i quattro chilometri.
Io, che fino a qualche settimana fa, desideravo solo rotolare in una vasca piena di dolciumi e pasta all'uovo.
La stessa Zaira che credeva di aver visto i Nirvana, l'anima dannata di Cobain che canta Knocking on heavens door e la cara Pollon che declama Edipo Re in uno strabiliante greco antico, con tanto di lettura metrica e rigorose citazioni filosofiche.
Non so cosa sia scattato in me, non lo saprò forse mai, ma sono riuscita ad avere quella molla, quel qualcosa in più che mi ha portata a correre, sempre più lontano.
Senza pensare di essere inadatta, fregandomene altamente del corpo che mi diceva di smetterla, causa imminente crisi respiratoria.
Ho ridotto le abitudini malsane, specie sotto il profilo alimentare.
Detto addio ai cibi ipercalorici, alle bevande gassate e alla mia amata cioccolata.

Ho cominciato ad avere una nuova passione,e mi ci sono buttata a capofitto.
Arrivando al quarto allenamento a sfiorare l'obiettivo finale dei Run Days, ossia i cinque chilometri.
Tutto, con la sola forza della determinazione.
Perchè nonostante tutto, ci vuole tanta determinazione per mettersi in gioco.
E vi auguro di fare lo stesso, ogni giorno.


With love, Zaira




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#CORRIRUNDAYS: CORRERE E' LA SOLUZIONE GIUSTA?

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Durante la prima settimana di allenamento, coordinato in maniera meravigliosa tramite la app Decathlon Coach  ho pensato di aver toccato le vette di cui parlano spesso i monaci buddisti.
Sapete no, quelle cose molto mistiche, che parlano di luci in fondo al tunnel e qualche animale saltellante qua e la.
E per quanto detesti ammetterlo, son l'essere più fuori forma del pianeta.
Al primo chilometro, ho intravisto vagamente Pollon, al secondo, un mix di tutte le divinità religiose che conosco.
La prima settimana d'allenamento mi ha distrutta in tutte le maniere in cui una donna pigra e dedita al relax come me può esser distrutta.
Il primo allenamento è stato sicuramente il più duro, dal secondo, è apparsa solo Pollon, al chilometro tre e quarantacinque (Avendo così superato la media prescritta per quella giornata) a ballare e cantare la sua famosa canzoncina.

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DECATHLON #CORRIRUNDAYS: CORRERE SARA' DAVVERO LA SOLUZIONE A TUTTI I MIEI PROBLEMI?


La seconda sessione di allenamento è stata strana.
Mi son sentita quasi realizzata.
Come quando arrivi in cima ad una grossa montagna, senza aver utilizzato imbracature e senza aver chiesto aiuto a nessuno.
Ci sono riuscita, da sola e senza stress.
Sì, perchè si dice spesso che la corsa curi tutto, persino lo stress.
Questo è quanto mi è stato detto da una delle persone a me più care qualche tempo fa.
La verità è che per me, fare running, sta diventando una di quelle belle abitudini bisettimanali, e qualche volta, ma solo qualche volta eh, mi sembra pure bello provare a fare la terza sessione.
Poi mi fermo e penso che andando avanti così, divento troppo amica di Pollon, ed io non son mai stata così brava col greco da poter argomentare i miei pensieri.
Quindi per il momento, umilmente, mi fermo alle due sessioni consigliate.


With love, Zaira


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