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COME INCREMENTARE LE PERSONE RAGGIUNTE SU OGNI SOCIAL

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Quando si parla di social e persone raggiunte c'è sempre un grosso abisso, tra chi prova a vendervi qualcosa e chi prova ad insegnarvi le chiavi di successo.
Non sono quel tipo di persona e per questo voglio regalarvi alcune delle cose che ho imparato nei miei sei anni di avventura su ogni social.
Avventura che oggi mi ha permesso di essere una professionista del web.


Quando si cerca di far crescere una pagina sul web, che sia un profilo Instagram o una pagina aziendale su Facebook, si tende sempre a creare dei contenuti che possano attirare subito like e commenti "facili".
Nulla di più sbagliato ed illogico di questo, specie se siete agli inizi.
Frasi come: "Se questo video/foto/articolo/link ti è piaciuto, lascia un like alla nostra pagina", danno l'impressione che il vostro contenuto sia di valore 0 e che gli utenti vi stiano facendo un favore. Non è così, il più delle volte i contenuti sul web su cui focalizziamo la nostra attenzione, esattamente come questo articolo, sono delle risorse che abbiamo a lungo cercato.

COME L'ORGOGLIO DISTRUGGE LA VITA

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Mi è spesso capitato di dire e di sentirmi dire: "Lascia stare, faccio io".
Premesso che sicuramente non sono la persona più volenterosa del mondo e che molte volte riesco solo a combinare casini di proporzioni colossali, se posso, vado sempre incontro al prossimo.
Che si tratti di sistemare un vestito che non ho cambiato io di posto in giro per i negozi, alla signora anziana che deve attraversare la strada.
Non riesco a guardare le cose con occhio critico e distante, che posso farci.
Sono fatta così, sarò pure strana, ma ho bisogno di fare questo, altrimenti sto davvero male.
Forse per una sorta di deriva da piccola donna riccio, che ne so. Fatto sta che ogni volta mi ritrovo a ricevere un no, la cosa assume i connotati di un rifiuto personale. Doloroso a volte, ma bisogna imparare a lasciare libero chi ci dice di no.
Mica possiamo fare come le commesse di quei centri commerciali che vengono pagate a provvigione e ci inseguono per il negozio con la remota speranza di fare molte vendite!

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Sapete cosa succede alle persone come me, quando si propongono di fare le cose?
Al 99% passiamo per quelli che vogliono qualcosa in cambio, ed arriva la risposta delle risposte. Lascia stare, faccio tutto io.
Perchè mai?
Quando ero piccola e provavo ad aiutare qualcuno nelle cose più banali, venivo scambiata per la piccola impertinente.
A volte pensavo di essere stata scortese, altre ancora di essere incapace a compiere le azioni più banali. Così credevo.
Ho scoperto la cocente verità arrivata a quindici anni.

L'ORGOGLIO DISTRUGGE TUTTO, E NOI NEMMENO CE NE ACCORGIAMO

Come una botta di immenso calore, in pieno volto.
Tutto accadde quando, per caso, decisi di dare una mano ad un compagno di liceo per un progetto di grafica. Già da quel periodo mi dilettavo ad editare e modificare foto per il web, e la cosa mi sembrava super semplice da risolvere.
Ad un tratto, il ceffone in pieno volto.
Lo ricordo ancora. Suonava al ritmo di: "Zaira, tesoro mio, non ho bisogno del tuo aiuto. Non posso accettarlo. Io lo so fare".
Ed era palese ad entrambi che non fosse assolutamente capace di scontornare quell'immagine per la locandina da realizzare.
In quella frase, le risposte di una vita.
Anni di domande e di rifiuti, cominciavano ad assumere un senso. A volte, pure un ceffone può far luce nella notte. 

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Va benissimo che io ho una innata indole da crocerossina, ma non bisogna mai aver paura di chiedere aiuto o peggio, accettare l'aiuto che ci arriva.
E non lo dico perchè sono sempre io a dare una mano al prossimo, ma per una questione di mera e semplicissima logica.
Sapete quante volte ci si precludono possibilità splendide solo per colpa dello stramaledetto orgoglio? Io ho smesso di contarle quando ho capito che era inutile contarle, bisognava eliminarle alla radice e fine.
Che senso ha essere infelici quando nel mondo ci sono mille opportunità per esserlo?
Se io non avessi accettato una serie di aiuti nel corso della mia vita e della mia carriera da blogger, oggi non sarei quella che sono adesso.
Se non avessi avuto il coraggio, perchè serve anche quello, di accettare e riconoscere i miei limiti, dettati dall'orgoglio, non avrei perdonato, riconciliato, ripreso, amato, conosciuto.


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L'orgoglio mi aveva resa incapace di vivere la vita e le piccole cose in maniera sana e sensata.
Pensavo di essere invincibile, di poter avere davvero il mondo intero a mia portata di mano, ma non funziona così. Quando si è eccessivamente orgogliosi, di colpo, si diventa anche molto superbi e saccenti.
Una di quelle combo micidiali che potrebbero stendere pure un cavallo.
Ecco, questo non dovrebbe mai accadere, ma quando si vive circondati dall'orgoglio, è inevitabile.

Abbiate quindi il coraggio di accettare quella mano tesa, di non spaventarvi per nulla. Di essere meno orgogliosi. Che tanto l'orgoglio non serve assolutamente a nulla, tranne a renderci infelici.

With love, Zaira


STAY TUNED WITH FASHION'S OBSESSIONS

CORPO E CONSAPEVOLEZZE

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Una vita passata a sentirsi dire che non si è mai abbastanza.
A chi non è successo di non sentirsi a proprio agio a lavoro, a scuola, con gli amici?
A me tantissime volte. Vedete, ho passato una intera vita a sentirmi quella di troppo, a non essere a mio agio con quello che il mondo si aspettava da me.
Non è una delle cose più belle del mondo, specie se hai quindici anni ed il fidanzatino di turno ti impone di dimagrire.
Le imposizioni a me non sono MAI piaciute, ed ho sempre pensato che fosse quantomeno da persone fuori di capoccia imporre qualcosa a qualcuno.
Non ha senso voler imporre un qualcosa. Nemmeno per scherzo.

Gli anni passano e le cose sono cambiate.
Adesso ho ventidue anni, e ne ho fatta di strada.
Ho aperto questo spazio web senza nemmeno ricordare come si utilizzasse un computer, ho perso e preso e poi perso di nuovo dei chili; realizzato i miei sogni.
Ho fatto come una scheggia impazzita, su e giù per la bilancia, manco fossi una di quelle bellissime lancette da orologio guasto.
Mi sono pian piano concentrata su altri dettagli.

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CORPO: TRA CONSAPEVOLEZZE E NUOVE SCOPERTE


Ed ho imparato ad avere maggiore consapevolezza del mio corpo e di quanto può essere bello ed armonico.
Con i miei rotolini di ciccia che strabordano dalle costole sporgenti (Si donne, li ho anche io, come moltissime altre donne su questo pianeta e non è un reato federale eh), le tette che a volte non trovano spazio tra le maglie ed il culo piatto ed alto.
Non credevo di poterlo scrivere sul web, dove tutto resta e non muta, ma è così.
Non sono la modella migliore del mondo, ho anche io i miei difetti, ed ho imparato ad accettarli, così come sono, senza se e senza ma.
Non tutte le donne nascono perfette e sempre pronte a spaccare il mondo a suon di bellezza, ma tutte possono sicuramente spiccare per intelletto.

In un mondo pieno di immagini che ci martellano con i corpi del millennio, con tante belle menate del caso e con una pelle sempre pulita, ho scelto di essere semplicemente Zaira.
Quella che mangia come se non avesse mai smesso di farlo, che da piccola voleva il piatto "pesante" e che da adulta si innamora di ogni cibo da strada.
La ragazzina grassa e l'adulta normopeso. La scelta è sempre e solo nostra.
Essere felici è una questione meramente spirituale, almeno così mi hanno insegnato, ed essere felici, realizzare i propri sogni e sentirsi a proprio agio col corpo che la natura ci ha donato, è una scelta liberissima.
Chissà, magari tra sei mesi questo blog diventerà quello di una ragazza super fissata con la dieta o tornerò a proporvi milioni di ricette ipercaloriche.
Questo non mi è dato saperlo, ma so già che qualsiasi cambiamento arriverà per me stessa e nella mia vita, sarà una mia libera scelta.

With love, Zaira

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LOST IN THE WEEKEND

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Weekend.
Succede di tutto in un solo weekend, ma non è sempre essenziale che sia un weekend.
Le cose più belle ed importanti della mia vita sono accadute di settimana, ad esempio.
Ci avete mai pensato a quante cose accadono di prima mattina?
Magari quelle mattine dove siete in pieno post sbornia dal weekend appena finito o quelle dove non vorreste nemmeno fare un passo per andare in cucina a prendere l'acqua da sputare a terra tre secondi dopo. Quelle mattine stanche, senza una soluzione, senza un motivo.
Quelle giornate che lo sai già, te lo senti dentro, ti puzzano subito di disastro.
Quelle mattine che te lo senti nelle ossa che ti stanno per portare solo merda, solo sensazioni e sentimenti.

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E magari ti svegli, ti metti a scrivere il solito elenco mentale di stronzate e buoni propositi che poi di buono non hanno assolutamente nulla.
Ma per convenzione, per abitudine, per esperienza, per senso del dovere e moralismo cinico, si dice sempre che è durante il weekend che si prendono le decisioni importanti.
Mi ci vuole un fine settimana per pensarci.
E' la frase che più ricordo dei film americani d'amore, quando uno dei due deve dire qualcosa di importante all'altro, quando deve lasciarlo.
Un fine settimana per pensare, per conoscerci, per essere qualcosa.
I weekend, quelli di riflessione in mezzo alle montagne o di estremo isolamento caotico in città, sono solo un placebo per la vita comune.
La vera riflessione si svolge durante quelle mattine in cui non si capisce assolutamente nulla, tra caos, stanchezza, stress e pesantezza.
La riflessione è il motore primo delle cose belle, ed anche di quelle brutte.

Ci vuole un filino di fegato per rendersi conto di cosa ci succede in quei momenti, perchè, e ve lo dice una che queste cose le affronta spesso, non si capisce perfettamente chi si è, cosa si vuole, cosa si fa nella vita, come ci si deve comportare.
In quelle mattine di freddo o maggese interiore in cui si vorrebbe spaccare il mondo, dove un formicolio strano e maldestro pervade il corpo ed ogni suo lombo.
Ecco, tutto parte dalla mattina.
Crediamo che si cominci dalla sera, dalla fine delle emozioni e dalle notti insonni, ma è sempre dalle mattine che si comincia a rassettare i pensieri e le sensazioni acerbe.
Mattine spente eppure vive come fiammelle in un bosco. Mattine allegre. Mattine solitarie, confuse, piene di bruma; mattine.
Ed i buoni propositi, magicamente scompaiono.

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Come granelli di porporina sotto il peso della colla che si usava nei lavoretti all'asilo, quello che deve volare via, sfugge con la gravità. L'essenziale, l'utile, il vero, il reale, resta.
Resta imprigionato, attaccato, saldamente ancorato al castello di certezze, paure e pressioni che ci siamo costruiti negli anni.
Ed anche una mattina che ci fa pensare di essere degli esseri umani persi nel weekend caotico di alcol e vizi proibiti, è un foglio a cui attaccare il nostro glitter preferito.
Quello bello e buono della vita, della felicità, delle nuove esperienze.


With love, Zaira



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QUANTA VERITÀ C'E' DIETRO ALLE FOTO SU INSTAGRAM?

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Da quando ho aperto il mio profilo Instagram riecheggia la stessa domanda nei miei Direct: Fai sempre le foto e dopo le posti?
E' una gran bella domanda e necessita di una spiegazione quantomeno consona e degna.
La professione di Influencer o blogger che sia è materia complessa e complicata e non sempre esistono le risposte giuste a tali argomenti.
Come prima essenziale cosa, và ricordato che in quanto professione non è sempre tutto immediato.


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PROFESSIONE INFLUENCER: SCATTI E POST PRODUZIONE


Personalmente scatto in sequenza.
Lo so, molti di voi adesso diranno che sono una persona falsa ed ipocrita, ma non è facile conciliare un lavoro da illustratrice, la professione di blogger e l'impegno da studentessa.
Scattare in sequenza, sfruttando un giorno dove sono più libera è l'unica soluzione
Creare un feed omogeneo è davvero importantissimo per chi, come me, lavora con i social e crea contenuti di qualità  ( Si spera!).
Per ottenere i risultati cromatici che vedete sul mio profilo e su quelli delle mie colleghe, è necessario un lavoro certosino di organizzazione e programmazione dei singoli post.
Nulla di improvvisato e nessuno scatto senza una logica di fondo.

Ogni foto viene scattata sempre allo stesso orario e con condizioni di luce simile alla precedente. 
Questo per garantire in fase di editing maggiore omogeneità tra gli scatti.
Altro fattore importante ed essenziale è la scelta dei capi indossati.
Nel mio caso, utilizzando un Teal and Orange che ho opportunamente modificato per renderlo più personale, la scelta ricade sempre su toni neutri che risaltano così l'arancio dei miei capelli e di capi complementari blu ed azzurri.
Questi colori infatti, una volta applicato il preset con Lightroom, vengono maggiormente esaltati, dando alla foto un appeal quanto più interessante possibile.

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INSTAGRAM: QUANTO C'E' DI VERO NELLE FOTO POSTATE?


Un profilo Instagram o Facebook che viene utilizzato per fini lavorativi non sarà quindi trascurato e con foto che per colori, cozzano tra loro. 
Ogni dettaglio viene curato, e per fare ciò, il tempo e lo studio di luci, pose ed accessori risultano quantomai essenziale. Specie se si tratta di una campagna social, dove ci sono delle direttive da seguire per la creazione di contenuti multimediali.
Discorso analogo è da applicare ai contenuti su Stories ed IGTV.
Essi infatti vengono editati con svariate app, dalle più comuni come Unfold a programmi di editing più complessi come Adobe Premier.
Tutto per ottenere dei prodotti finali di qualità, interessanti e performanti.
Prodotti che possano piacere al pubblico e che riscontrino il gusto delle aziende che decidono di investire soldi, tempo ed energie nel nostro lavoro.

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Non dimentichiamoci che tutto questo, se fatto con passione, cura e dedizione, è un lavoro a tutti gli effetti, con le conseguenti retribuzioni.
Ed il lavoro deve essere sempre fedele alle aspettative del pubblico che ci segue e delle aziende.
Ma questo non implica una mancanza di verità nei contenuti postati.
E' più un lavoro che viene svolto dietro le quinte, qualcosa che il followers non dovrebbe nemmeno percepire e che serve altresì a garantire una longevità al profilo stesso.

Curare gli elementi, rendere il profilo omogeneo, proporre sempre contenuti di qualità e con un livello di base quanto più possibile simile, richiede organizzazione.
Quindi no, non tutte le foto sono postate nell'immediato, di media passano almeno trenta minuti dallo scatto, ma tutto quello che realizzo ( Parlo in linea personale) è quantomai vero, sentito, studiato e profondamente amato.
Perchè un lavoro di progettazione e studio delle luci, delle pose e degli oggetti di decoro, nella maggioranza dei casi, serve a dare, produrre ed ottenere contenuti comunicativi ed espressivi.

With love, Zaira


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UNA VITA CON L'APPARECCHIO ORTODONTICO

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Quello che sto per scrivere non è di certo un post che avevo programmato di fare, ma credo sia giusto parlarne.
Lo scorso Ottobre ho deciso di andare dal dentista dopo secoli e di fare un controllo di routine. Dovete sapere che io ho una paura folle e disumana dei dentisti, o almeno, avevo, e che non tollero mi si tocchi il volto se non previa autorizzazione e mille voli pindarici.
Devo trovarmi a mio agio prima che un mio amico, fidanzato ipotetico o anche solo conoscente, mi possa toccare il volto.
Succede che ad Ottobre vado dal dentista e che dopo una breve occhiata ed una panoramica mi invita a tornare il mese dopo per montare l'apparecchio.

Immaginate la mia ansia a tale rivelazione da parte del mio dentista ed il mio sconforto all'idea di dover essere una che lavora sul web con le stelline e tre kg di metallo tra i denti. 
Ho cominciato a vedere tutte le dirette e le foto degli interventi di implantologia ortodonica, l'ansia da prestazione saliva, la voglia di fare delle foto sempre più belle fino alla fine del mese pure, i drammi da denti e dolore non facevano che aumentare all'interno del mio cervello.
Per qualche ora ho invocato pure i cani alsaziani della mia amata Bridget Jones, giusto per venirmi a salvare da tale supplizio.
Inutile dirvi che sono una di quelle persone calme e posate che affronta tutto con calma zen, perchè prendervi in giro non mi piace assolutamente.

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APPARECCHIO ORTODONTICO: PRO E CONTRO


Ho cominciato a correre per casa, a chiedermi quali pose ed espressioni facciali dovessi evitare, di tutto per non farlo notare.
I primi giorni è andata così.
Pian piano mi sono resa conto che la mia salute viene prima di foto, video, esperienze simili e pure la remota possibilità di non trovare un fidanzato.
La mia salute, il mio benestare e la  possibilità di vivere fino alla fine dei miei giorni con dei denti bellissimi, dritti e senza difetti mi ha parecchio allettata. Già mi ci vedevo a fare la pubblicità di qualche prodotto bizzarro per la cura dei denti o ad essere una delle nuove testimonial della campagna contro le carie in Italia. Ma esiste davvero una campagna simile? Chissà, da oggi lo aggiungiamo alla lista dei sogni da realizzare.
Il giorno del primo montaggio, volevo morire.
Immaginate sempre me, donna dai nervi di ferro, senza mai un cedimento e con la rabbia facile, seduta per mezz'ora piena su quella sedia, con tre persone a lavorare sulla mia bocca, una luce puntata in volto e senza poter parlare.
Beh, sul non poter parlare, con buona pace del mio dentista, abbiamo ancora da lavorare, visto che riesco a parlare molto bene anche con la sola gola.

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Alla fine della giornata, l'unico e solo pensiero nel mio cervello era: " Ma che davvero non posso più mangiare le Lupo Alberto? (Si, sono da sempre le mie caramelle preferite, sappiatelo)
E niente più patatine da supermercato, noccioline, arachidi, pane croccante, bruschette, gelati con la granella e cotolette extra fritte e croccanti? "
Ma il colpo di grazia è arrivato quando mi è stato imposto di non mordere, addentare, agganciare, spezzare coi denti, triturare nulla per i prossimi tre anni circa.
Ecco, immaginate la principessa che è nel mio cuore, non poter mangiare assolutamente nulla, nemmeno per errore. E tre giorni di alimentazione controllata, pappette, snack dal dubbio sapore di morte e l'assenza quasi totale di sapori all'interno della mia bocca.
La vera sfida è stata cambiare la mia alimentazione nel corso dei mesi.

Ho infatti scoperto che non riesco a mangiare l'insalata, che devo rieducare la mia bocca a compiere dei gesti ovvi e banali che per ventidue anni erano stati eseguiti in maniera del tutto errata.
Il primo Natale senza poter mangiare come al solito, un trauma di proporzioni bibliche se sei del sud ed hai da mangiare la quantità di cibo che in media mangiano tre persone, in un mese, in sole tre ore e mezza.
Il primo compleanno con l'apparecchio, la rassegnazione che è sopraggiunta dopo pochi mesi di torture ed operazioni a tre mm dal volto, nemmeno ve la racconto.
A migliorare la situazione ci hanno pensato i miei amici con le loro splendide foto e tanti glitter.

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Nel corso dei mesi, chi mi segue sui social si è via via abituato a vedere me con le piccole mutazioni nella mia bocca, prima sopra e poi anche sotto. 
E tante ragazzine hanno cominciato a mandarmi le loro foto con i progressi e raccontarmi le storie di dolore ed anche immensa gioia.
Come quella volta che grazie alla mia amica Daniela ho scoperto come mangiare meglio e come poter oggettivamente barare senza far casini in bocca e concedermi dei mini lussi. O come di quella ragazzina che si è convinta a mettere le stelline perchè anche la sua influencer preferita aveva le stelline in bocca e non se ne vergognava.
Ho anche messo a punto una mini guida per donne di tutte le età con l'apparecchio per sopravvivere al meglio a questo grosso deficit momentaneo.

Per il resto, divertitevi e siate sempre e comunque felici, che l'apparecchio passa, la salute resta.
Curarsi non deve assolutamente essere qualcosa ci mette in una posizione scomoda, e nessuno, nemmeno per scherzo, deve sentirsi in difetto o un freak.


With love, Zaira


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RIPRENDERE I RAPPORTI CON GLI EX

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Riprendere i rapporti con gli ex è forse la cosa più stupida del pianeta, ma potevo io, ragazzina mai cresciuta ed autrice delle peggiori idiozie della storia non fare una cosa simile?
Suvvia, mi conoscete benissimo, sapete che ormai compiere azioni al limite della stupidità è il mio hobby preferito.
Succede che un giorno a caso, si senta la mancanza viscerale di uno degli ex della propria vita.
Nulla di male direte, ma che succede quando si prova ad avere davvero un rapporto?

RIPRENDERE I RAPPORTI CON GLI EX : COSA NON BISOGNA ASSOLUTAMENTE FARE

La prima cosa da non fare quando si prova a riprendere un rapporto con gli ex è senza dubbio quella d'essere subito grandi amici. Si pensa che sia facile, avendo avuto una storia e conoscendosi benissimo. Ci si dimentica che, il conoscersi a fondo, ci ha anche fatto del male.
E' come aver sfracellato un piatto a terra, anche in malo modo, e poi provare a chiedergli scusa, abbracciarlo e dirgli che va tutto bene, senza colpo ferire insomma. Ma state scherzando vero?
Gli ex non possono mai essere amici.
Nemmeno sulla luna. Ci sarà sempre qualcuno che vorrà staccare la testa all'altro, e questo non sarete di certo voi a cambiarlo in tre secondi. Anche se fingiamo che sia tutto ok, uno dei due detesterà sempre l'altro.

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Riavvicinarsi agli ex, in ogni contesto e situazione, è una grandissima cazzata.
Peggio dei calzini con le dita, delle Birkenstock con le calze di spugna il 15 Agosto.
Peggio della carbonara scotta e della pancetta al posto del guanciale.
E' eresia pura e cruda.
Stavolta non vi darò un manuale chissà quanto dettagliato sulle cose da fare, da dire e cosa succederà, solo un piccolo monito, frutto di capocciate personali, delusioni ed ore infinite di litigate, treni persi, ore vuote e discussioni così infruttuose da stendere un cavallo.
 Non avvicinatevi, nemmeno per errore, nemmeno per caso, neanche in caso di guerra nucleare ad uno dei vostri ex. Il dolore inflitto in passato, credetemi, torna sempre a galla. E le questioni insolute torneranno a tormentarvi.


RIPRENDERE I RAPPORTI CON GLI EX : LE COSE GIUSTE DA FARE


Come si dice qui in Sicilia, "Unni t'ha fattu a stati, ti fai u 'nvernu" (Dove ti sei fatto l'estate, fai l'inverno).  Avete fatto vostro questo detto, vero?
Allora prendete tutte le vostre energie, quel briciolo di dignità che vi resta e la forza disumana per dire di no a chi cerca di starvi ad un passo dal cuore, e scappate. Anche se il vostro cuore vi dice che è la persona giusta, la situazione ideale, e mille altre menate del tipo. Se siete ex, un motivo di fondo ci sarà e le minestre riscaldate, i piatti insipidi, le cose senza una logica, hanno una fine. Devono avere una fine, per il bene della vostra salute mentale ed anche per voi stessi.
Come Forrest, correte quanto più lontano vi riesce.
Per stavolta, pericolo schivato.


With love, Zaira


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DALLA PARTE DEL BULLO: QUELLO CHE TUTTI FACCIAMO SENZA RENDERCENE CONTO

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Ognuno di noi ha letto, visto o sentito almeno una volta una storia di bullismo.
Io stessa ve ne ho già parlato, seppur a malincuore.
Ho cercato di raccontarvi come stessero davvero le cose, senza fare quella che non poteva e non voleva dirvi tutto ciò che accade in questi casi.
Ma avete mai pensato a quello che ogni giorno facciamo per passare dalla parte dei bulli?

Prima della serie di episodi che mi ha coinvolta in prima persona, io stessa non credevo che si potesse essere vittima ed allo stesso modo carnefici inconsapevoli.
Sapete com'è no?
Una mattina vi svegliate e trovate qualcosa di estremamente buffo.
E' successo a tutti di perculare qualcuno, giusto?
Fatto così, senza pensarci troppo, senza estremi sensi di colpa.
Come quella volta che sul web rimbalzava il video di quel ragazzo giapponese che chiedeva la grazia a S.Gennaro. Si ride di qualcuno e di qualcosa perchè, semplicemente, secondo la nostra testa o per una serie di inspiegabili ragioni la cosa è divertente assai.


Non voglio fare l'ipocrita, spesso anche io rido di cose altamente improbabili e senza una logica minima. E sparlo, sparlo da morire. Come qualsiasi essere umano.
Ogni tanto esco con i miei amici, quattro birre, un pensiero fugace, ricordi sparsi.
Ma poi, l'inizio della fine.
Ci si siede a tavolino, si discute della ragazza con il naso grosso, di quell'ex fidanzato che adesso sta con la cozza di turno, di quella vecchia amica di scuola che ha preso peso manco non mangiasse da una vita, di quel compagno di scorribande che ora è finito nel tunnel delle dipendenze. Della ragazzina che da piccola fece uscire un sex-tape e di come adesso sia una suorina super credente. Della professoressa che si è sposata con il collega e degli ex amici che son diventati tutti troppo brutti e cattivi.
Vi sfido, uno per uno, a dire di non aver mai fatto una cosa simile.
Io ho pure i miei soggetti preferiti, ma che volete farci, è il mio modo personale per esorcizzare il dolore che certe persone hanno inflitto nella mia vita nel corso di anni di vicinanza. Ma questa non resta una giustificazione. Non lo è e non vuole esser una scusa.

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BULLIZZARE SENZA RENDERSENE CONTO: I CAMPANELLI D'ALLARME.


Io sono la prima a farlo ed averlo fatto, e mi cospargo il capo di cenere.
Vedete, il dramma non sta tanto nel parlare male di qualcuno, che oddio, non è esattamente la cosa migliore del mondo, ma fa comunque parte della natura.
Tutti parlano male di tutti, e per quanto ci si sforzi di negarlo, salta all'occhio. Come quando da piccoli cercavamo di seppellire sotto la spuma del mare il pallone da calcio.
Il vero casino nasce quando quello che diciamo, che sia sul web o nel silenzio della nostra mente, diventa pericoloso e potenzialmente doloroso.
Mettiamo il caso che voi scegliate di diffondere queste acidità con qualcuno che non sia la vostra santa e meravigliosa migliore amica, quanto piuttosto un pubblico vasto come lo può essere quello della rete. Mettiamo caso anche che la persona in questione, dotata di una sensibilità parecchio forte, decida di credere all'insieme di merda che abbiamo messo su. E che così, quando meno ce lo immaginiamo, quando siamo tutti impegnati a fare la cosa giusta per ripulirci la coscienza, scelga in maniera pseudo-autonoma di assecondare le nostre esortazioni a farla finita.
Perchè ha come unica colpa quella d'essere omosessuale, grassa, pigra, eccessivamente bella o ricca e mille altre cattiverie che possono passare per la nostra mente.
Ci avete mai pensato a cosa siamo capaci di fare, dire, scrivere e pure commettere quando stiamo dall'altro lato della barricata?
Credo proprio di no.

dalla parte del bullo, come capire che stiamo agendo da bulli fashion's obsessions.it, blogger e bullismo, come intercettare i bulli, www.fashionsobsessions.it


Non voglio fare la morale a nessuno, faccio schifo come persona, come essere umano e di recente anche come blogger, ma una cosa, una sola, voglio farvela fare. 
Pensate sempre alle conseguenze delle vostre parole, al senso profondo di quel commento lasciato in maniera acida e sbadata su un social, alla cattiveria da tavolino di un bar a cui siete abituati.
A cui siamo abituati. Smettiamola di batterci le mani sul petto e dire che non è stata colpa nostra, quando poi, alla fine, siamo gli artefici del nostro destino e di quello altrui.
Abbiamo bisogno di umanità, abbiamo bisogno di vere emozioni.
Abbiamo bisogno tutti di ricordare che le parole feriscono, anche se scritte su un social, dietro ad una tastiera. Che dietro a degli schermi che si illuminano ci sono uomini, donne, cuori, anime, cervelli.
Dobbiamo ricordarci che tutto, è importante.
Che le parole hanno un peso. Che noi abbiamo un peso.


With love, Zaira

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BARBIE MAGIA D'EGOCENTRISMO


Vi è mai successo di voler cambiare tutto?
Negli ultimi mesi avevo cominciato ad essere stanca di cosa gli altri vedevano sulla mia chioma praticamente ogni giorno, e la cosa cominciava a starmi parecchio stretta.
Sapete com'è, quando una donna vuole cambiare qualcosa nella sua vita, comincia sempre dai capelli.
Io ho scelto di fidarmi e di affidarmi a Marcello Parrucchieri, un vero professionista nel settore. Perchè quando si hanno situazioni come la mia, l'unica soluzione è affidarsi ad un professionista serio, capace e competente, meglio ancora se, come nel caso di Marcello, è pure un tecnico del colore.
La mia situazione iniziale era un vero delirio.
Ricordate quando ho scelto di farmi rosa e poi coprire tutto di nero?
Bene, in testa avevo tre colori, dicasi tre.
Il mio colore naturale, una banda più scura del mio colore naturale e delle estremità color caramello.
La mia solita voglia di cambiare aveva imposto al mio cervello di uscire dal salone con dei capelli rosa e viola scuro.


PASSARE DA CAPELLI NERI AD UN COLORE SUPER ACCESSO E' POSSIBILE?


Quando Marcello mi ha conosciuta, ha probabilmente compreso subito chi avesse di fronte: Una di quelle clienti non esattamente tranquille, che girano per il salone spulciando e toccando tutto e che provano ciocche di colore sul viso.
Ad un certo punto ho quasi letto del terrore nei suoi occhi, vedendomi giocare con la ruota colore e cercando ad ogni costo d'avere del verde lime in testa. Il pensiero è andato via dopo circa tre secondi, ma sapete come sono, devo provare, ideare, sperimentare, idealizzare, tutto!
Lui, santo uomo e professionista eccelso, non si è lasciato scoraggiare dalla mia irrefrenabile voglia di cambiamento e, guanti alla mano, ha compiuto pian piano la magia.
Ciocca dopo ciocca, pennellata dopo pennellata, ho cominciato ad intravedere la bellezza dei colori scelti (Complice la mia esperienza decennale con tinte e deco, riesco a capire subito, anche in posa, quale sarà il risultato finale). Ho rivisto una me più felice e meno piena d'ansia.
I miei capelli, hanno ripreso a vivere!


Lo so bene, mi emoziono davvero con pochissimo e mi basta un cambio look per essere e sentirmi migliore, ma che volete farci, sono una persona semplice e scontata pure io.
Mancava però ancora qualcosa per essere totalmente me stessa, per essere felice, per essere serena e con i pensieri più leggeri.
Il taglio, e qui, vi faccio ridere.
Ho cominciato a guardare Marcello con l'aria di chi, sarebbe uscita dal salone con un taglio super corto. Lui, tutto contento di alleggerire, sfoltire, modellare, mi ha solo chiesto se avesse limiti di taglio. Non ha avuto nessun limite, mi sono totalmente affidata a lui, e per la prima volta dopo anni, il taglio mi esalta e rende pure più semplice la gestione dell'insieme.
La mia chioma è stata alleggerita dai pensieri e dalle doppie punte che mesi di piastre ed acconciature le avevano donato. Le radici tinte di viola e le estremità piene di giochi di colore creati ad arte ed adattati alla mia forma del viso.
Tanto che, mentre Marcello tagliava, sfoltiva, rifiniva, mi sentivo parte di un film.
Succede sempre così: I pensieri, come i capelli, vanno alleggeriti.



A dare maggiore leggerezza all'intera giornata ci hanno pensato Suelen e Salvatore, rispettivamente MUA e fotografo, ed i messaggini della mia adorata Lalla, stylist d'eccellenza e carissima amica.
Perchè se una donna ha alleggerito i pensieri e ripreso possesso della sua vita, del suo cuore e pure delle sue emozioni, mettersi in posa, scattare e tornare ad essere una modella felice, sono azioni immediate ed automatiche.
A loro, ed ovviamente allo staff di Marcello Parrucchieri, va tutta la mia gratitudine per avermi trasformata in una vera principessa metropolitana, esaltando i miei pregi e facendomi sentire sempre a casa.

Se cercate un parrucchiere che vi alleggerisca anima e cuore, che vi faccia sentire sempre a vostro agio, che rispetti le vostre richieste, che tagli davvero due mm se necessario (L'ho visto coi miei occhi, credevo fossero leggende metropolitane, ed invece no), Marcello è la persona che fa al caso vostro.
Se avete come me una situazione disastrosa in testa, mille colori, casini vari e pure una discreta voglia di tagliare tutto, non posso che consigliarvi lui, il mio salvatore personale di chiome, sorrisi ed umore.

With love, Zaira


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LA CRISI DEL QUARTO ANNO E COME USCIRNE

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Gestire un blog per moltissimo tempo è forse una di quelle cose che non credevo assolutamente possibili nella mia vita. Vuoi perchè sono passati anni da quando la bambina che ha aperto questo spazio web è cresciuta, vuoi perchè la vita cambia e cambiano pure gli impegni.
E' come quando si ha un fidanzato per tantissimo tempo.
Lo si vede ogni giorno, lo si ama in maniera forte, folle, viscerale, ma poi?
Poi ci si annoia della quotidianità, e si ha bisogno di una pausa forte, netta, decisa.
Questo è quello che è successo a me in questi mesi, ma per fortuna ne sono uscita.

Succede sempre che all'improvviso, si perda la voglia di scrivere, di raccontare, di dire, fare e disfare.
Uno dei disastri della vita di un creativo è che ci vuole davvero poco per avere delle idee, ed ancora meno per poter distruggere tutto.
Spesso ci si dimentica perchè mai abbiamo iniziato una simile avventura, perchè abbiamo deciso di scrivere, disegnare, raccontare, fare rete, studiare.
Qualsiasi cosa creativa voi stiate facendo nella vostra vita, se ci si dimentica la ragione primordiale per cui nasce, muore. Irrimediabilmente.
La creatività ha bisogno di essere costantemente alimentata e supportata, pena, l'autodistruzione.

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LA CRISI DEL QUARTO ANNO: ESISTE, MA SI PUÒ' AFFRONTARE


Volevo chiudere tutto, ridurre il blog ad un qualcosa senza dominio, senza anima, senza cuore, da poter leggere quando mi andava, solo io.
Questo perchè avevo dimenticato le ragioni per cui avevo iniziato.
Non i soldi, non le visualizzazioni, non il senso di onnipotenza che si può provare nel diventare virali, nell'essere qualcuno, nel prendere parte agli eventi mondani, nell'essere qualcosa di bello, conosciuto, concreto. Nulla di tutto questo contava davvero per me agli inizi.
Avevo bisogno di scrivere, di raccontare, di dire ad una o cento o mille persone, che cosa avessi in mente. Avevo voglia di mostrare al mondo come abbinare capi assolutamente improbabili fra loro.
Avevo dimenticato che prima di essere una blogger di discreto successo, ero Zaira.
E che scrivere era, è stata e sarà sempre la mia passione più grande.

Arrivare a questa consapevolezza ha richiesto del tempo e delle energie indicibili.
Perchè mettersi in discussione lo richiede sempre. Ma non abbiate paura.
Sedetevi, prendete un foglio ed una penna e cominciate a scrivere su di esso tutte le ragioni che davvero ritenete importanti per voi, per il percorso intrapreso.
Radunate l'insieme di piccole e grandi cose che vi fanno sentire davvero qualcuno, che vi motivano ad andare oltre. Ad essere felici.
La vita, lo dico sempre, è fatta di scelte e di rinunce.
Se qualcosa non vi rende più felice, semplicemente, è finita, esaurita, spenta.
Come canta Guccini, certe crisi son soltanto, segno di qualcosa che sta urlando per uscire.
Ascoltate le vostre crisi, perchè hanno sempre la risposta giusta.


With love, Zaira

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LA PERFEZIONE UCCIDE LA COMUNICAZIONE, PERCHE' ?


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Una delle prime cose da non fare assolutamente quando si decide di aprire un blog o più in generale di lavorare sui social, è comparare i propri risultati con quelli altrui.
Perchè vi parlo di tutto ciò?
La storia nasce qualche giorno addietro, quando uno dei clienti che seguo, ha cominciato a lamentarsi dei risultati troppo bassi rispetto alle aspettative.
C'è però da dire che ha paragonato il suo profilo social, nato da tre giorni a quello di un personaggio come Kim Kardashian. E Kim è una queen social, non regge nemmeno il confronto.
Noto che in molti, moltissimi, siano convinti che fare un lavoro di comunicazione sui social sia una gara a chi vince il primo premio, a chi ha i numeri più grossi. 
Ma avete mai pensato a quanti danni vi fate da soli?


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PERCHÉ' MAI NON POSSO AMBIRE AGLI STESSI RISULTATI DEL COLLEGA X?

Andate piano, senza sforzi, che la tensione emotiva non serve assolutamente a nessuno, nemmeno a voi. Nemmeno per errore.
Cercare di realizzare dei contenuti di qualità, partendo spesso dal nulla cosmico è una vera sfida per qualsiasi essere umano, immaginiamoci per chi ha solo cominciato a programmare e progettare qualcosa sul web.
E' come pretendere che un bambino di tre giorni, faccia le stesse piroette di Juri Chechi agli anelli.
Vedete, è semplicissimo creare qualcosa di fruibile per un pubblico Facebook se abbiamo passato gran parte della vita su quel social, e ci può anche stare il confronto numerico con una persona che consideriamo la nostra diretta rivale.
Conosciamo il social e le sue funzionalità, sappiamo destreggiarci un minimo su ogni versante di quella piattaforma e a volte riusciamo pure ad avere dei risultati inaspettati.
Programmare una campagna a lungo termine richiede  tempo, conoscenze della nicchia e degli utenti.
Va benissimo l'ambizione, dandole però i giusti tempi e spazi.
Ma non funziona l'esasperazione. Prima o poi vi beccate una rimozione dagli amici se i contenuti non sono adatti al target.

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POSSO ESSERE UN VIP SUI SOCIAL ANCHE SENZA ESSERE NECESSARIAMENTE PERFETTO E SEMPRE IN FORMA? 

Allo stesso modo sperimentare è una regola di civile convivenza, ma cercare ad ogni costo la perfezione, il post con la foto dell'anno, la didascalia perfetta che richiami mille link ed argomenti esterni senza essere ridondante e pure il ritorno economico è una follia.
Volete davvero perdere la gioia di scrivere, di raccontare e di raccontarvi, di esprimere concetti e far conoscere la vostra realtà?
Confesso d'aver agito così in passato, rimuovendo intere pagine di questo blog al solo scopo d'avere la migliore delle visibilità web possibili. Ma non serve, non ci serve e non ne abbiamo assolutamente bisogno.
Il limite sottile ed invalicabile fra comunicazione e perfezione è impercettibile.
E' quel grammo di sale che cambia il sapore di una minestra, rendendola perfetta o semplicemente troppo salata ed indigesta.
Siate voi stessi, raccontatevi e dite tutto quello che vi passa per la testa, sia che siate blogger o semplici amanti della vita social, e perchè no, anche di quella reale, ma non lasciatevi fregare dalla perfezione. 
Del resto, come dice una mia carissima amica e modella per GQ, noi fighe da social siamo al 90% Photoshop!

With love, Zaira

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OH YEAHH! IL BALSAMO DELLA FELICITA'


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Quante volte avete sognato di essere felici?
Io vivo inseguendo la felicità in ogni sua forma e certe mattine quello che mi rende felice è proprio il poter indossare un nuovo rossetto, una nuova sciarpa e da oggi anche un balsamo labbra.
Potevo quindi io non testare per voi questo balsamo labbra che promette la felicità?
OH YEAHH! è una vera scoperta, almeno per me, e quando nella mia casella mail ho trovato loro, ho avuto una scarica di endorfine.
Pensateci: Il rimedio migliore per tutte le giornate passate con la luna storta, in un pratico tubetto da borsa.
A me è parsa una rivoluzione e dovevo assolutamente parlarvene, sapete ormai come sono fatta io per queste cose.

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OH YEAHH! QUESTO BALSAMO PER LA FELICITA' FUNZIONA DAVVERO?

Ho cominciato a testare il prodotto subito dopo il suo arrivo a casa (E ragazze mie, consegne extra rapide, cose che raramente vedo con le aziende, quindi un punto a loro favore).
Tralasciando il momento di generale fomento per i colori dei prodotti ricevuti e la grazia da primate che mi distingue sempre alla vista di un pack rosa, ho preso e spalmato sulle mie labbra questo balsamo ricco, denso e corposo, con la speranza d'avere la stessa felicità di Pollon.
I primi dieci minuti, stavo per spaccare casa, sapete com'è, la gioia delle cose improvvise.
Ed io che non vedo le gioie se non in cartolina, rigorosamente postdatata, non sapevo assolutamente come gestire quella sensazione di estrema felicità
Poi, pian piano, tutto ha trovato pace ed io stessa mi son sentita meglio.

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BALSAMO LABBRA OH YEAHH!, IO CREDO DI AMARTI

Non so dirvi se sia uno dei soliti effetti placebo da cui mi faccio investire per via della novità, ma il prodotto su di me funziona, ha superato il test dell'ex, e se con quello addosso ho mantenuto la calma e la serenità, posso seriamente affrontare qualsiasi cosa, pure la guerra atomica ed una rissa femminile durante il giorno dei saldi!
Insomma, per tutte le giornate in cui l'ho portato con me in borsa, ha svolto egregiamente il suo compito, donando idratazione e nutrizione profonda alle mie labbra secche come un deserto nei giorni peggiori e serenità al mio animo.
Grazie agli estratti di griffonia simpicifolia, kiwi e cacao, la serotonina sale ed il malumore scende nel nostro corpo.
Insomma, il prodotto che mi ha cambiato la vita, e pure l'umore!

With love, Zaira

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FESTEGGIARE LA DONNA, SERVE ANCORA?


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Se c'è una giornata che detesto è proprio quella legata alla festa della donna.
Avete presente quella giornata dove tutti, ma proprio tutti impiegano il loro tempo a scrivere post dozzinali sui social per dire che le donne vanno festeggiate ed omaggiate solo se sono vere donne?
Non dimentichiamoci gli auguri agli uomini che si fanno le sopracciglia ad ala di gabbiano, quelli super depilati e le wonder woman della situazione.
Se non fate gli auguri anche a loro, poi si offendono eh!
Io rientro pienamente in quei tutti, con qualche giorno di ritardo che fa sempre bene e che ci piace assai.
Non ho scritto ieri per mancanza di idee, ma per lanciare un messaggio.
Giuro, scoprirete alla fine di questo blogpost.

festeggiare la donna serve davvero? fashionsobsessions.com zairadurso @zairadurso i disagi del blogging fashion's obsessions blog riflessioni varie femminismo

FESTEGGIARE LA DONNA SERVE ANCORA?


E' noto ai più che leggono questo spazio web che io sia una donna, discretamente carina ma comunque donna e che in quanto tale abbia il diritto ed il dovere di dire la mia su quella che sopra ogni ragionevole dubbio si classifica come la nostra festa.
Ma che senso ha festeggiare le donne?
A che pro rimarcare ancora una volta una serie di differenze di cui nessuno, ma proprio nessuno, sente il bisogno?
Ma che davvero, nel 2018, noi donne, abbiamo bisogno di sentire la favoletta sul principe azzurro che ci salva? 
Datemi della matta, chiamatemi pure femminista, ma io sono stufa di sentire e leggere sempre tutte queste differenze.
Sono stanca di sentirmi dire che in giornate come quella dell'otto Marzo devo uscire, andare a bere con le amiche e trovare il tempo per staccare con la mente dal mio lavoro.
Certo, se poi in questo marasma di emozioni e situazioni trovo anche il tempo per concedermi uno spogliarello o altri spettacoli simili, sarebbe decisamente meglio.
Giusto per fare la coerente con me stessa, e dopo aver lottato anni contro la mercificazione del corpo femminile, andare a godere di uno spettacolo che esalta la mercificazione del corpo maschile. Ne abbiamo bisogno? Decisamente no.
Così come, sarebbe davvero poco etico foraggiare tutti quei localini che propongono la festa della donna come unico mezzo per far prendere una pausa ad una donna.

Sono stremata dalle continue domande sul mio intelletto, delle continue insinuazioni per via del mio carattere aperto e pure delle discriminazioni sul lavoro.
Una donna che parla apertamente di sessualità, politica, spettacolo, arti varie e pure cucina, non è di certo l'angelo del focolare, e non vi è alcuna ragione per ergersi a moderni paladini del mos maiorum e richiedere ad una donna specifiche simili.
Allo stesso modo, non è una sprovveduta e nessuno, ma davvero nessuno vi autorizza ad avere nei suoi riguardi atteggiamenti che scadono nel ridicolo e nelle mancanze di rispetto più disparate.
Del resto, gli stessi che ancora oggi ci pongono domande simili, sono quelli che danno della puttana alla prima ragazza che li rifiuta, anche in maniera garbata. La donna poi diventa bottana industriale se osa parlare troppo a lavoro, rispondere in malo modo a certi finti complimenti ed altre cose di cui sicuramente sarete a conoscenza, ahimè.
Sono parecchio incazzata nello scoprire che molte delle mie colleghe ricevono ancora un compenso inadatto alle loro mansioni lavorative.

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FESTA DELLA DONNA: CI SERVE DAVVERO?

Sono arcistufa di sentire. di leggere, storie di donne umiliate, massacrate e private della dignità minima che serve ad ogni essere umano per vivere una vita quantomeno serena.
Donne private della loro libertà, del loro essere madri, mogli, compagne, sorelle, amiche. Donne che semplicemente non possono più essere se stesse.
Sono stanca di leggerle spesso solo per questa festa, perchè durante il resto dell'anno la tematica appare troppo triste per parlarne sui giornali. 
Ma l'Otto Marzo è legalizzato, fa piacere sentire le storie delle donne che soffrono e lottano. 
Ci aiuta pure a ripulirci la coscienza sporca.
Diventa più semplice ricordare quello che succede all'esterno in una giornata dove tutto sembra parecchio semplice e semplicistico, e dove ci si sente in estremo diritto e dovere di espiare colpe che poi si continuano a compiere tutto l'anno.
Potrei continuare all'infinito con l'elenco delle azioni che mi innervosiscono di questa giornata e più in linea generale nella descrizione degli atteggiamenti di varie categorie, in primis proprio quella femminile, ma oggi sono buona e vi risparmio tale supplizio.
Credo che questa serva più agli uomini, perchè ne hanno, ne avete davvero bisogno.

In questi secoli di evoluzione sfrenata avete davvero dimenticato cosa significhi vivere in comunione con qualcosa di prezioso ed importante come una donna. Vi siete scordati il significato profondo della cacciata dall'Eden, avete dimenticato la dolcezza, la galanteria e pure la cortesia minima.
Non parliamo di gesti eclatanti e di azioni impossibili che nessuno può mai riuscire a compiere.
Vi chiediamo, vi chiedo, di non etichettare nessuna donna, giovane o meno che essa sia, come una poco di buono. Vi chiedo di non sfruttare sul posto di lavoro una donna, pagandola meno del suo giusto salario. Vi chiediamo di non mancare di rispetto, nemmeno per scherzo, a nessuna di noi.
Chiediamo rispetto, dignità ed amore. 
Educazione, sincerità, lealtà e tutti quei bei valori che fingiamo d'aver dimenticato. Ma non solo oggi. 
Tutti i giorni dell'anno.
Rispettateci, amateci, proteggeteci e non discriminateci. 
Trecentosessantacinque giorni all'anno.


With love, Zaira


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5 ERRORI DA NON COMMETTERE SUI SOCIAL MEDIA

5 errori da non commettere sui social media, fashion's obsessions, blogging, come essere abili ed agili sui social media, come ottimizzare la permanenza su Facebook, come sfruttare al massimo Instagram, come realizzare dei contenuti efficaci per ogni social media, zaira d'urso, @zairadurso


Vivere nell'epoca del digitale, in questo pazzo pazzo calderone di emozioni ed emoji, ci ha nel tempo fatti sentire tutti Social Media Manager, spesso senza esperienza.
Tutti credono di poter realizzare dei contenuti efficaci ed effettivamente indicizzati per qualsiasi social, senza però rendersi conto che tutto, anche una virgola fuori posto, comporta la mancata riuscita della sponsorizzazione.
Ma quali sono i cinque errori più comuni che un utente medio, che sia blogger, musicista, attore, artista o comune utente commette stando sui social media?
Scopriamolo insieme.

POSTARE SOLO I PROPRI CONTENUTI.
Uno dei primi errori che si possono commettere quando si tratta di social media e strategie varie è certamente quello di postare e dare priorità solo ai contenuti creati da noi stessi e nulla più.
Se si vuole creare una fanbase valida e solida, offrire diversità e maggiori punti di confronto è il primo passo da compiere se si vuole crescere in maniera organica.
Equivale ad una continua, incessante ed infruttuosa lode delle proprie capacità e qualità. E lo sappiamo tutti: alle lunghe ci si annoia di certi narcisi e si preferisce semplicemente non seguirne più le azioni.

POSTARE E RIPOSTARE LO STESSO CONTENUTO SU TUTTE LE PIATTAFORME.
Dando per scontato che ogni utente possa essere interessato a qualche aspetto del nostro lavoro e quindi non interessato alla totalità degli argomenti che abbiamo da trattare, postare e ripostare su diversi social media gli stessi contenuti, non farà altro che annoiare chi ci segue, diminuendo in breve tempo l'interesse per tutto quello che abbiamo potenzialmente da dire.
Occhio alle condivisioni da social a social, le regole non sono le stesse, e dovrete farci attenzione.
Ad esempio, quando si fa un repost da Instagram, dovrete ricordare di rimuovere tutti i tag che non hanno una funzione su Facebook ed apportare le dovute modifiche, ove necessarie, alla didascalia.


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CONCENTRARSI SULLA QUANTITÀ E NON SULLA QUALITÀ.
Altro errore che mi fa spesso sorridere è quello di certi clienti convinti di dover necessariamente postare cinquanta contenuti a settimana, così da raggiungere meglio il pubblico.
Grosso, grossissimo errore in realtà.
La qualità è l'unica cosa che ci salva, la vera risorsa per chiunque voglia utilizzare i social in maniera seria, proficua e senza inutili ripetizioni.
La qualità, conta. Sempre.

NON POTENZIARE I GIUSTI POST.
Ok, abbiamo realizzato un contenuto meraviglioso, indicizzato in ottica SEO, scritto benissimo ed abbiamo applicato la giusta strategia di condivisione su tutti i social.
Adesso postiamo tutto e poi?
E poi scappiamo e lasciamo andare tutto quello che a fatica abbiamo realizzato senza potenziare la visibilità del post. Nulla di più errato.
Se vogliamo realizzare dei contenuti davvero efficaci, la condivisione e la sponsorizzazione, possono essere la marcia in più.

NON RISPONDERE ALLE DOMANDE CHE SI RICEVONO SULLE DIVERSE PIATTAFORME.
Questo è l'errore che personalmente ritengo davvero imperdonabile.
Non rispondere alle domande o ai complimenti che si ricevono per il lavoro svolto su qualsiasi social è come non stringere la mano durante il segno della pace, a messa, al proprio vicino di posto.
Spesso tendiamo a dimenticare che gli altri impiegano e scelgono di spendere il proprio tempo e le proprie energie per ascoltare quello che abbiamo da dire e per dare la propria opinione su una tematica che magari li ha colpiti.
Non rispondere ai commenti è un sintomo di stupidità, oltre che di maleducazione.
Inoltre, si perde la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto, interagire con chi segue quello che facciamo sui social e si vanifica tutto quello che si è detto sopra.
E', semplicemente, la cosa più stupida che si possa mai fare.

With love, Zaira


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