FESTEGGIARE LA DONNA, SERVE ANCORA?


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Se c'è una giornata che detesto è proprio quella legata alla festa della donna.
Avete presente quella giornata dove tutti, ma proprio tutti impiegano il loro tempo a scrivere post dozzinali sui social per dire che le donne vanno festeggiate ed omaggiate solo se sono vere donne?
Non dimentichiamoci gli auguri agli uomini che si fanno le sopracciglia ad ala di gabbiano, quelli super depilati e le wonder woman della situazione.
Se non fate gli auguri anche a loro, poi si offendono eh!
Io rientro pienamente in quei tutti, con qualche giorno di ritardo che fa sempre bene e che ci piace assai.
Non ho scritto ieri per mancanza di idee, ma per lanciare un messaggio.
Giuro, scoprirete alla fine di questo blogpost.

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FESTEGGIARE LA DONNA SERVE ANCORA?


E' noto ai più che leggono questo spazio web che io sia una donna, discretamente carina ma comunque donna e che in quanto tale abbia il diritto ed il dovere di dire la mia su quella che sopra ogni ragionevole dubbio si classifica come la nostra festa.
Ma che senso ha festeggiare le donne?
A che pro rimarcare ancora una volta una serie di differenze di cui nessuno, ma proprio nessuno, sente il bisogno?
Ma che davvero, nel 2018, noi donne, abbiamo bisogno di sentire la favoletta sul principe azzurro che ci salva? 
Datemi della matta, chiamatemi pure femminista, ma io sono stufa di sentire e leggere sempre tutte queste differenze.
Sono stanca di sentirmi dire che in giornate come quella dell'otto Marzo devo uscire, andare a bere con le amiche e trovare il tempo per staccare con la mente dal mio lavoro.
Certo, se poi in questo marasma di emozioni e situazioni trovo anche il tempo per concedermi uno spogliarello o altri spettacoli simili, sarebbe decisamente meglio.
Giusto per fare la coerente con me stessa, e dopo aver lottato anni contro la mercificazione del corpo femminile, andare a godere di uno spettacolo che esalta la mercificazione del corpo maschile. Ne abbiamo bisogno? Decisamente no.
Così come, sarebbe davvero poco etico foraggiare tutti quei localini che propongono la festa della donna come unico mezzo per far prendere una pausa ad una donna.

Sono stremata dalle continue domande sul mio intelletto, delle continue insinuazioni per via del mio carattere aperto e pure delle discriminazioni sul lavoro.
Una donna che parla apertamente di sessualità, politica, spettacolo, arti varie e pure cucina, non è di certo l'angelo del focolare, e non vi è alcuna ragione per ergersi a moderni paladini del mos maiorum e richiedere ad una donna specifiche simili.
Allo stesso modo, non è una sprovveduta e nessuno, ma davvero nessuno vi autorizza ad avere nei suoi riguardi atteggiamenti che scadono nel ridicolo e nelle mancanze di rispetto più disparate.
Del resto, gli stessi che ancora oggi ci pongono domande simili, sono quelli che danno della puttana alla prima ragazza che li rifiuta, anche in maniera garbata. La donna poi diventa bottana industriale se osa parlare troppo a lavoro, rispondere in malo modo a certi finti complimenti ed altre cose di cui sicuramente sarete a conoscenza, ahimè.
Sono parecchio incazzata nello scoprire che molte delle mie colleghe ricevono ancora un compenso inadatto alle loro mansioni lavorative.

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FESTA DELLA DONNA: CI SERVE DAVVERO?

Sono arcistufa di sentire. di leggere, storie di donne umiliate, massacrate e private della dignità minima che serve ad ogni essere umano per vivere una vita quantomeno serena.
Donne private della loro libertà, del loro essere madri, mogli, compagne, sorelle, amiche. Donne che semplicemente non possono più essere se stesse.
Sono stanca di leggerle spesso solo per questa festa, perchè durante il resto dell'anno la tematica appare troppo triste per parlarne sui giornali. 
Ma l'Otto Marzo è legalizzato, fa piacere sentire le storie delle donne che soffrono e lottano. 
Ci aiuta pure a ripulirci la coscienza sporca.
Diventa più semplice ricordare quello che succede all'esterno in una giornata dove tutto sembra parecchio semplice e semplicistico, e dove ci si sente in estremo diritto e dovere di espiare colpe che poi si continuano a compiere tutto l'anno.
Potrei continuare all'infinito con l'elenco delle azioni che mi innervosiscono di questa giornata e più in linea generale nella descrizione degli atteggiamenti di varie categorie, in primis proprio quella femminile, ma oggi sono buona e vi risparmio tale supplizio.
Credo che questa serva più agli uomini, perchè ne hanno, ne avete davvero bisogno.

In questi secoli di evoluzione sfrenata avete davvero dimenticato cosa significhi vivere in comunione con qualcosa di prezioso ed importante come una donna. Vi siete scordati il significato profondo della cacciata dall'Eden, avete dimenticato la dolcezza, la galanteria e pure la cortesia minima.
Non parliamo di gesti eclatanti e di azioni impossibili che nessuno può mai riuscire a compiere.
Vi chiediamo, vi chiedo, di non etichettare nessuna donna, giovane o meno che essa sia, come una poco di buono. Vi chiedo di non sfruttare sul posto di lavoro una donna, pagandola meno del suo giusto salario. Vi chiediamo di non mancare di rispetto, nemmeno per scherzo, a nessuna di noi.
Chiediamo rispetto, dignità ed amore. 
Educazione, sincerità, lealtà e tutti quei bei valori che fingiamo d'aver dimenticato. Ma non solo oggi. 
Tutti i giorni dell'anno.
Rispettateci, amateci, proteggeteci e non discriminateci. 
Trecentosessantacinque giorni all'anno.


With love, Zaira


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